Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto all’assemblea Abi (associazione bancaria italiana) per chiarire alcuni aspetti particolarmente rilevanti. “Sono felice – ha detto Giorgetti – che questa sia l’ultima assemblea dell’Abi in cui il governo è socio di alcuni importanti istituti bancari, giacché considero che il ruolo che l’azionista pubblico ha svolto si sia esaurito“. Poi Giorgetti si è concentrato sul futuro, non solo delle banche italiane ma anche del Paese. “Forti dalla rinnovata solidità” dei conti pubblici “le banche possono e devono contribuire a portare l’economia italiana verso un livello sostenuto di crescita”.
“Non si esaurisce, invece, – spiega Giorgetti – l’attenzione e il rigore con cui continueremo a monitorare, anche sul piano degli assetti proprietari, l’evoluzione del settore bancario e la sua collocazione nella dimensione europea e della sua capacità di svolgere la funzione costituzionale di collegare risparmi, prestiti e investimenti. Con banche solide redditizie e innovative un Paese è più forte, vale anche viceversa”.
“Le banche italiane – ha proseguito Giorgetti – sono le più solide e redditizie in Europa anche perché il Paese sta rimettendo i conti in ordine”. “La compressione dello spread – ha sottolineato – si è traslata sul costo della raccolta. Il costo di una sua emissione senior di una grande banca italiana si è ridotta di quasi 160 punti base rispetto a quanto era all’insediamento questo governo“. “Le dimensioni degli istituti e le aggregazioni non sono un valore in sé, tranne forse per gli azionisti, ma lo possono diventare per il Paese quando esse migliorano la capacità del sistema bancario di accrescere la proiezione internazionale delle aziende italiane e rafforzano le condizioni per investire in tecnologia, sicurezza e innovazione“, ha concluso il ministro.

