Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

La Piazza 2026

Segui la diretta dell’evento

Home » Milano » Gli avvocati degli agenti arrestati rompono il silenzio: “Vicenda tragica, no a giudizi affrettati”

Gli avvocati degli agenti arrestati rompono il silenzio: “Vicenda tragica, no a giudizi affrettati”

Nel carcere di San Vittore scattano gli interrogatori per i cinque appartenenti alla Polizia Locale di Milano. I legali Briola e Marangoni: “Solo ipotesi d’accusa, sia rispettata la presunzione di innocenza”

Gli avvocati degli agenti arrestati rompono il silenzio: “Vicenda tragica, no a giudizi affrettati”
Polizia locale Milano

Al via nel carcere di San Vittore gli interrogatori di garanzia davanti al GIP Elio Sparacino e al PM Giovanni Tarzia per i cinque agenti della Polizia Locale di Milano arrestati con le accuse, a vario titolo, di peculato, arresto illegale, falso ideologico e calunnia. Ingressi blindati nella struttura detentiva milanese, dove i legali degli indagati hanno preso la parola per definire il quadro difensivo e manifestare la propria posizione.

Tutti gli indagati rispondono al GIP e negano il furto: “Chiesto l’allontanamento dal carcere”

Nel corso del pomeriggio tutti i cinque agenti coinvolti — Mattia Rignanese, Denni Dileo, Vincenzo Compagnone, Rosario Piscopo e la commissaria Ilenja Sabato — hanno scelto di rispondere alle domande del giudice e del PM. Gli indagati hanno fornito la propria versione dei fatti, negando recisamente di aver sottratto 1.450 euro al pusher bloccato il 16 luglio e chiedendo di lasciare il carcere. “La nostra assistita ha risposto e chiarito la sua posizione”, ha spiegato l’avvocata Susanna Ruta Marangoni, che insieme a Giovanni Briola assiste tra gli altri la commissaria Sabato. La difesa ha chiesto i domiciliari facendo leva sul fatto che gli agenti sono incensurati, mentre il PM Giovanni Tarzia ha insistito per la conferma della custodia in cella per pericolo di reiterazione e inquinamento probatorio. La decisione del GIP sull’attenuazione della misura è attesa già per la giornata di domani.

Sulla stessa linea anche la posizione dell’agente difeso dall’avvocato Pietro Stimolo, che ha confermato come il suo assistito abbia risposto al giudice respingendo ogni addebito, sottolineando l’assenza di alcun guadagno personale e sollecitando a sua volta la revoca della misura cautelare o i domiciliari.

Inchiesta arresti, sotto la lente i cellulari sequestrati agli agenti: si cercano riscontri

Nel frattempo, si esamineranno i cellulari sequestrati alla commissaria Sabato e ai quattro sottoposti della Sezione radiomobile di piazza Beccaria. Il contenuto degli smartphone verrà estratto con le garanzie di legge per verificare l’ipotesi della Procura di Milano che l’episodio contestato — l’arresto illegale del 16 luglio del pusher (scarcerato il 1° agosto dopo due settimane di detenzione) — non sia un caso isolato. Il GIP Sparacino, che cita nell’ordinanza altri due episodi sospetti di arresti con verbali falsificati, sottolinea che si tratterebbe di condotte non estemporanee ma frutto di una meticolosa organizzazione.

All’ingresso del carcere, gli avvocati Giovanni Briola e Susanna Ruta Marangoni, che assistono tre dei cinque appartenenti al Corpo di Piazza Beccaria, hanno definito l’inchiesta “una vicenda tragica”, consegnando ai cronisti una nota ufficiale congiunta.

Gli Avvocati Briola e Marangoni: “I fatti troveranno accertamento nelle sedi giuste, senza anticipazioni di giudizio”

“Si tratta di una vicenda particolarmente delicata in cui si ipotizzano gravi reati commessi nell’esercizio delle funzioni“, spiegano gli avvocati Briola e Marangoni. “Mentre le indagini sono ancora in corso, eventuali dichiarazioni rischierebbero di alimentare ricostruzioni parziali e non rispettose della complessità dei fatti e delle garanzie spettanti a tutte le persone coinvolte”.

I legali hanno sottolineato che “è doveroso ricordare che le contestazioni formulate costituiscono, allo stato, ipotesi sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria” e che la difesa “intende esercitare il proprio mandato con serenità e rigore, nel pieno rispetto degli assistiti, della magistratura e della collettività, con piena fiducia nella giustizia“. La nota si conclude con un invito rivolto agli organi di informazione affinché “il diritto di cronaca sia esercitato con misura, correttezza, decoro e umanità, nel rispetto della dignità delle persone e del principio di non colpevolezza“.