Al via nel carcere di San Vittore gli interrogatori di garanzia davanti al GIP Elio Sparacino e al PM Giovanni Tarzia per i cinque agenti della Polizia Locale di Milano arrestati con le accuse, a vario titolo, di peculato, arresto illegale, falso ideologico e calunnia. Ingressi blindati nella struttura detentiva milanese, dove i legali degli indagati hanno preso la parola per definire il quadro difensivo e manifestare la propria posizione.
All’ingresso del carcere, gli avvocati Giovanni Briola e Susanna Ruta Marangoni, che assistono tre dei cinque appartenenti al Corpo di Piazza Beccaria, hanno definito l’inchiesta “una vicenda tragica”, consegnando ai cronisti una nota ufficiale congiunta.
Gli Avvocati Briola e Marangoni: “I fatti troveranno accertamento nelle sedi giuste, senza anticipazioni di giudizio”
“Si tratta di una vicenda particolarmente delicata in cui si ipotizzano gravi reati commessi nell’esercizio delle funzioni“, spiegano gli avvocati Briola e Marangoni. “Mentre le indagini sono ancora in corso, eventuali dichiarazioni rischierebbero di alimentare ricostruzioni parziali e non rispettose della complessità dei fatti e delle garanzie spettanti a tutte le persone coinvolte”.
I legali hanno sottolineato che “è doveroso ricordare che le contestazioni formulate costituiscono, allo stato, ipotesi sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria” e che la difesa “intende esercitare il proprio mandato con serenità e rigore, nel pieno rispetto degli assistiti, della magistratura e della collettività, con piena fiducia nella giustizia“. La nota si conclude con un invito rivolto agli organi di informazione affinché “il diritto di cronaca sia esercitato con misura, correttezza, decoro e umanità, nel rispetto della dignità delle persone e del principio di non colpevolezza“.

