Aeroporti nel caos: il carburante scarseggia
Sembrava tutto finito tra Usa e Iran con un parziale accordo già raggiunto per la tregua, ma invece all’improvviso tutto è di nuovo precipitato. Da tre giorni è guerra aperta in tutto il Medio Oriente e questo naturalmente sta influendo per l’ennesima volta su Hormuz e sul commercio mondiale. La mancata consegna di carburante all’aeroporto di Bologna fa suonare un nuovo campanello d’allarme, questa volta nel pieno dell’estate, con migliaia di voli a rischio. Bologna e anche altri scali – riporta Il Corriere della Sera – sarebbero stati avvisati dal fornitore Air BP di limitare i rifornimenti di cherosene per il mancato arrivo di una nave cisterna. La comunicazione interna di uno dei principali fornitori, Air Bp, segnala che alle compagnie clienti verrà chiesto di limitare la quantità di jet fuel che si può caricare.
Il problema insomma c’è, ma per non generare il panico gli aeroporti interessati (per il momento) non diffonderanno comunicati, anche se la situazione resta sotto attenta osservazione. All’inizio di aprile con questi bollettini aeronautici si era informato l’opinione pubblica che l’aeroporto di Brindisi sarebbe rimasto senza carburante e che quote limitate erano segnalate negli scali di Milano Linate, Venezia, Treviso, Bologna, Reggio Calabria e Pescara. Per il momento la linea è quella del silenzio, ma è logico pensare che in caso di ulteriori ritardi e mancate consegne, qualcosa potrebbe cambiare. Anche a breve termine.
La compagnia aerea kazaka Air Astana è stata la prima a cancellare i voli per Dubai in partenza da Astana e Almaty fino al 14 luglio, a causa del perdurare delle ostilità in Medio Oriente. I passeggeri dei voli cancellati riceveranno un rimborso completo del biglietto oppure potranno riprogrammare gratuitamente il viaggio, spostandolo dai voli previsti tra il 12 e il 18 luglio a quelli operativi fino al 31 luglio.

