I grandi aeroporti europei stanno disattivando temporaneamente i controlli biometrici Ees nei momenti di maggiore congestione. Succede anche negli hub di Parigi, Amsterdam, Francoforte, Bruxelles e Milano per ridurre le attese ai controlli di frontiera.
Aeroporti, dove vengono sospesi i controlli biometrici Ees
Parigi e Amsterdam disattivano il sistema nei momenti in cui l’afflusso di passeggeri rischia di bloccare i controlli di frontiera. Air France-Klm ha confermato a Politico che durante i picchi estivi l’Ees viene sospeso per mantenere scorrevole il transito nei due hub.
La stessa soluzione viene utilizzata, quando aumenta la congestione, anche a Francoforte, Bruxelles e Milano, secondo quanto riportato da Adnkronos.
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Non si tratta della cancellazione definitiva del sistema. Le regole europee permettono una gestione più flessibile in circostanze eccezionali e la sospensione può riguardare alcuni controlli biometrici nelle fasi in cui il numero di passeggeri supera la capacità delle postazioni disponibili.
La deroga citata dalle fonti è valida fino al 6 settembre 2026. Otto Paesi dell’Unione europea, insieme alla Svizzera, stanno già chiedendo che questa possibilità possa essere prorogata oltre quella data.
Aeroporti, come funziona l’Ees e chi deve registrarsi
L’Entry/Exit System è il sistema digitale europeo che registra gli ingressi e le uscite dei cittadini di Paesi extra Ue che effettuano soggiorni brevi nei 29 Paesi europei aderenti.
È entrato progressivamente in funzione dal 12 ottobre 2025 ed è pienamente operativo dal 10 aprile 2026. Ha sostituito il tradizionale timbro sul passaporto per i viaggiatori interessati.
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Alla prima registrazione vengono acquisiti i dati del documento di viaggio e i dati biometrici, tra cui l’immagine del volto e le impronte digitali. Nei passaggi successivi, se i dati risultano già registrati, il controllo dovrebbe richiedere meno tempo.
Proprio questa automazione ha però incontrato difficoltà operative in alcuni scali. Aeroporti e compagnie avevano segnalato nei mesi scorsi problemi ai chioschi automatici e tempi di attesa molto lunghi. Iata aveva avvertito che nei casi peggiori le code avrebbero potuto arrivare fino a sei ore durante l’estate.
Aeroporti, stop ai controlli Ees quando la coda è troppa lunga: cosa cambia per chi parte dall’Italia
Per un cittadino italiano o di un altro Paese Ue, l’Ees non modifica il normale controllo del documento. Il sistema riguarda in primo luogo i cittadini extra Ue che entrano o escono dall’area interessata per soggiorni brevi. La Commissione europea indica inoltre specifiche categorie esentate, tra cui alcuni titolari di permessi o carte di soggiorno.
La sospensione temporanea non significa neppure frontiere senza controlli. La verifica dei documenti resta e la polizia di frontiera conserva la possibilità di effettuare gli accertamenti necessari. A essere alleggerita, quando consentito, è la parte biometrica dell’Ees che può rallentare il passaggio nei momenti di picco.
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Per chi vola ad agosto il rischio di code non scompare. Il sistema può essere riattivato quando il traffico torna gestibile e le procedure possono cambiare anche nello stesso aeroporto a seconda dell’orario e del numero di arrivi.
La Commissione continua a presentare l’Ees come uno strumento destinato a rendere più efficienti i controlli e a registrare automaticamente entrate, uscite ed eventuali permanenze oltre i termini consentiti.
Nelle settimane di massimo traffico, però, diversi grandi scali hanno scelto di privilegiare la fluidità delle frontiere. Almeno fino al 6 settembre, quando le file diventano troppo lunghe, una parte dei nuovi controlli biometrici può essere temporaneamente sospesa.

