Diletta Leotta-Alessandro Borghese, non solo social e fornelli: il volto di Dazn e lo chef si mettono in affari e scommettono sullo shopping - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 10:18

Diletta Leotta-Alessandro Borghese, non solo social e fornelli: il volto di Dazn e lo chef si mettono in affari e scommettono sullo shopping

Da testimonial a soci il passo è breve: Borghese e Leotta sono diventati contestualmente azionisti ciascuno con l’1,85% tramite i rispettivi veicoli Wabo e Dl di Bazr, la prima app di “live shopping“

di Andrea Giacobino

Il nuovo business di Alessandro Borghese e Diletta Leotta 

Da testimonial a soci il passo è breve. Il noto chef Alessandro Borghese e la conduttrice tv Diletta Leotta sono diventati contestualmente azionisti ciascuno con l’1,85% tramite i rispettivi veicoli Wabo e Dl di Bazr, la prima app di “live shopping“ europea che connette brand, creator e utenti. Borghese e Letta a inizio dello scorso anno avevano reclamizzato Bazr in uno sport assieme alla tiktoker Elena Hazinah, andato in onda sulle reti Rai e Mediaset. Assieme a Borghese e Leotta, con una quota analoga è entrato anche Umberto Maria Chiaromonte (già socio dello chef nel business del food) con la sua Dudu.

Fondata dall’imprenditore ed ex presidente Simone Giacomini (l’imprenditore che fondò Stardust), che ne è primo socio con oltre il 48% tramite la Bottom Up, disponibile su Apple Store e Google Play, la piattaforma unisce l’influencer marketing al potenziale di vendita dello streaming in diretta: i creator vengono ingaggiati per testare, raccontare e promuovere i prodotti disponibili sul marketplace, mentre gli utenti possono interagire in tempo reale tramite chat, chiedendo informazioni agli influencer, e valutare in prima persona se l’articolo merita di essere acquistato. 

Bazr punta a intercettare una fetta enorme del mercato: Giacomini ha parlato dell’obiettivo di arrivare, entro il 2026, a pesare fino al 20% dell’e-commerce globale, partendo da un progetto “made in Italy” che vuole dimostrare ai giovani che si può costruire una tech company internazionale senza emigrare. Lo scorso anno Bazr fu valutata intorno ai 100 milioni e superò i 500.000 download nei primi mesi dal lancio. Il nome di Giacomini è poi finito nello scandalo di Banca Progetto (poi commissariata) per aver ottenuto finanziamenti pubblicamente garantiti ritenuti viziati da falsi e omissionima l’imprenditore ha respinto le accuse.

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