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Economia

 

corrado passera

"Non erano prevedibili cinque anni di recessione cosi' forti che hanno toccato fortemente i ricavi dell'azienda: l'impegno dei dipendenti e dei soci privati era servito per superare il fallimento della vecchia Alitalia".  Corrado Passera non si pente e difende quanto fatto 5 annifa per la compagnia di bandiera.

Secondo Passera "l'impegno dei soci privati, che in questi anni hanno messo 1 mld e 200-1 mld e 300 milioni, e adesso aggiungono 200 milioni, e' servito comunque per superare quella situazione difficilissima". Secondo l'ex ministro e ad di Intesa, in Alitalia "era venuto a crearsi un problema finanziario, questo aumento di capitale potrebbe risolverlo e mettere in condizione l'azienda di arrivare in fondo al piano di risanamento e rilancio e quindi porsi in maniera piu'' forte".

Insomma, quanto fu fatto allora era giusto: la situazione attuale è solo colpa della crisi mondiale. Apriti cielo. Le repliche all'ex ministro non si sono fatte attendere. E tra le tante ironie su un matrimonio Poste-Alitalia (bellissima la lettera a Dagospia: Caro Dago, Le Poste salvano Alitalia a corto di carburante. I passeggeri che non riuscirà a fare volare li spedirà per posta) c'è anche qualche dichiarazione al veleno contro Passera.

Il primo è stato Carlo De Benedetti. "Sconvolgenti ma non sorprendenti le dichiarazioni di Passera sulla vicenda Alitalia. Certo c'e' stata la crisi da noi come altrove ma la combinazione tra il marketing elettorale di Berlusconi e il marketing politico di Passera si e' dimostrata disastrosa per tutti meno che per loro", ha affermato a margine dell'Internet Festival di Pisa, precisando che "piu' di 5 miliardi del denaro dei contribuenti e' stato bruciato sull'altare delle ambizioni personali". Tutto cio' ha portato al risultato economico-finanziario-strategico che oggi vediamo, ha proseguito Carlo De Benedetti ,con il fallimento della politica "liberale" di Berlusconi e per la inconcludente esperienza politica di Passera, questa si', giudicata da tutti un'irrecuperabile delusione".

Poi l'attacco sulla pagina facebook del partito guidato da Mario Monti. Scelta Civica ha pubblicato un post in cui si richiamano le dichiarazioni dell'ex ministro, proponendo un accostamento con il caso Alitalia: "Alfano, Letta, Renzi e Monti non sono all'altezza del compito, per salvare l'Italia serve il 'grande piano' di Corrado Passera". L'autore del post ricorda pero' che "le stesse parole l'ex banchiere di sistema le uso' qualche anno fa per presentare il piano Alitalia dei 'patrioti', di cui Passera fu entusiasta regista. Quello che piu' colpisce delle dichiarazioni dell'ex Ministro e' la mancanza di qualsiasi pallida traccia di una riflessione critica sul proprio operato", si legge.

"E dire che il tempismo non e' davvero dei migliori", continua l'estensore del post: "Negli stessi giorni in cui il Governo lavora per evitare il fallimento dell'Alitalia 'salvata' da Passera con i soldi dei cittadini italiani (piu' di 3 miliardi di euro), l'ex ministro non risparmia critiche all'esecutivo, rivendicando al contempo la lungimiranza di quell'operazione. In buona sostanza le colpe sono sempre di qualcun altro". Per Scelta Civica, "la non eclatante performance come 'ministro della Crescita' e' dovuta al mancato sostegno di Monti, mentre il rifiuto di partecipare al progetto di Scelta Civica e' il nobile riflesso della mancanza di innovazione dell'iniziativa insita nell'alleanza con Udc e Fli. Poco importa se proprio Passera, dalla festa dell'Udc di Chianciano, mesi prima della nascita di Scelta Civica, lanciava l'idea di un partito unico dei moderati con Casini e Fini; quello si' innovativo, perche' guidato da lui. Insomma tutto scorre e tutto si dimentica in Italia. E' comunque positivo (davvero) che ci siano sempre piu' persone pronte a dare un contributo al rilancio del Paese, ma la serieta' di un impegno passa anche dal rispetto della verita' e dall'assunzione delle proprie responsabilita' sul passato", conclude il post.

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