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Economia

Si sposta dal Brennero a piazza Montecitorio la protesta di allevatori e coltivatori della Coldiretti contro "le schifezze del finto Made in Italy" in quella ribatezzata come "la battaglia di Natale: scegli l'Italia", per "difendere l'economia e il lavoro delle campagne dalle importazioni di bassa qualità che varcano ogni giorno i confini per essere spacciate come italiane".

Simbolo della protesta di allevatori e coltivatori davanti al Parlamento il giorno dopo la dichiarazione di incostituzionalità di punti cardini del Porcellum elettorale e mentre in aula si litiga sulla legittimità o meno per questo della elezione dei parlamentari, sono un gruppetto di maiali che vaga a spasso in un piccolo recinto allestito dai manifestanti davanti all'obelisco di piazza Montecitorio, guidati dal presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo insieme a coltivatori e allevatori provenienti da tutte le regioni italiane.

Ai rappresentanti delle Istituzioni viene infatti chiesto di "adottare un maiale", assunto a simbolo della protesta, con "l'impegno a sostenere gli allevamenti italiani e di difenderli dalle imitazioni promuovendo l'obbligo di un corretto sistema di etichettatura".

Dietro alle transenne che delimitano la piazza antistante l'ingresso principale della Camera ci sono gli striscioni che sintetizzano l'obiettivo della mobilitazione: "Salviamo il vero prosciutto italiano". Il simbolo della protesta è proprio il salume che secondo l'associazione è tra i prodotti più soggetti ad essere "falsificati": "In Italia due prosciutti su tre provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato in etichetta", denuncia Moncalvo. Un danno per i consumatori e un danno per gli allevatori impegnati a rispettare rigidi disciplinari di produzione per realizzare carne di alta qualità che non ha nulla a che fare con quella importata".

La manifestazione chiede anche maggior tutela per altri prodotti made in Italy, come mozzarelle o formaggi: "Una mozzarella su quattro è senza latte" recita un altro striscione appeso dai coltivatori. Inoltre, sul palco allestito vicino alla piccola stalla con i maiali, ci sono bidoni di concentrato di pomodoro cinese, sacchi di polvere di latte del Nord Europa, cagliate industriali straniere per produrre mozzarella in Italia e cosce di maiale dalla Germania arrivate sul territorio nazionale per diventare prosciutti.

Secondo Moncalvo, "il problema è sapere quali e quanti prodotti entrano dalle frontiere e in quali stabilimenti vanno". Gli allevatori della Coldiretti mettono sotto accusa anche gli squilibri nella distribuzione del valore dalla stalla alla tavola: all'allevatore i maiali allevati sono pagati circa 1,4 euro al chilo; il consumatore invece deve spenderne oltre 23 per un prosciutto Dop.

 La protesta di ieri della Coldiretti al Brennero ha portato alla scoperta che il 27% dei camion fermati (170 in tutto), trasportava prodotti alimentari stranieri destinati a essere venduti come italiani: "E' sconvolgente trovare spaghetti cinesi in un camion ceco diretto a Firenze, tipico esempio di triangolazione Cina-Paese dell'Est europeo-Italia, ma è impressionante - sottolinea la Coldiretti - constatare la quantità di latte proveniente da Germania e Polonia e destinato a aziende private e a cooperative italiane per diventare latte a lunga conservazione e formaggi "italiani".

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