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Economia
Alstom, Hollande vede GE e Siemens. Berlino strizza l'occhio a Parigi

Siemens decisa a sbarrare la crescita della concorrente General Electric in Europa con lo zampino del governo francese, desideroso (come al solito) di preservare i propri campioni nazionali (e l'occupazione) che in questo caso si chiamano Alstom e settore dei trasporti. Un copione già visto molte volte Oltralpe, peccato che in questo caso i desiderata dell'Eliseo, in crisi di consenso e che ha appena cambiato volto all'esecutivo (mandando in pensione Ayrault e chiamando Valls), cozzino contro gli interessi del primo azionista transalpino di Alstom, il gruppo Boygues (con il 29,3% del capitale) desideroso invece di far cassa cedendo il business dell'energia (Alstom è attiva sia nelle infrastrutture sia nel settore energetico) che costituisce oltre i due terzi del fatturato della controllata. Ricavi messi  a dura prova però dalla concorrenza. Un business per cui gli americani di General Electric hanno appena messo sul piatto, secondo le indiscrezioni, 13 miliardi di dollari per un'Opa sull'intero capitale di Alstom.

Oggi il presidente francese Francois Hollande ha incontrato sia Jeffrey Immelt, Ceo di GE sia Joe Kaeser, amministratore delegato della tedesca Siemens, incontri che sono serviti al numero uno dell'Eliseo per verificare i piani d'azione dei due colossi industriali stranieri, testando soprattutto la loro disponibilità a difendere i posti di lavoro di Alstom e a mantenerne in Francia i centri decisionali.

Sfruttando anche una minor sovrapposizione di prodotto rispetto all’offerta tedesca (con un minor rischio di taglio, quindi, nella forza-lavoro), GE punta a rafforzarsi nel settore energia, rilevando produzioni e competenze tecnologiche (centrali termoelettriche, energie rinnovabili e reti smart grid) che andrebbero a integrare la propria competenza nel settore. Dall'altra parte, invece, Siemens vuole evitare la crescita del concorrente a stelle e strisce in Europa, mettendo sul piatto (sempre secondo le indiscrezioni) un'offerta finanziaria uguale e superiore a quella di GE, conferendo in più ai francesi il business dei trasporti e assicurando i livelli occupazionali Oltralpe. Se la sua proposta dovesse concretizzarsi, Siemens diventerebbe un vero e proprio campione nell’energia e Alstom acquisterebbe, al pari, i galloni di numero uno nel settore dei trasporti (comparto strategico per il governo di Parigi) dal momento che entrambi producono treni ad alta velocità come i Tgv.

Mentre il ministro dell'Economia francese Arnaud Montebourg è ancora sulle barricate ("il governo transalpino bloccherà qualsiasi offerta considerata inadeguata per l'acquisto di Alstom", ha tuonato ancora oggi), il capo dell'Eliseo è apparso invece più conciliante e aperto al dialogo con gli interlocutori americani. "E' stato un incontro aperto, amichevole e produttivo", ha spiegato infatti Immelt che ha aggiunto di "comprendere e valutare le prospettive di Hollande". "E' importante discutere i nostri progetti e i nostri investimenti in Francia e il nostro lavoro in Francia a lungo termine. Ci impegniamo a lavorare insieme", ha concluso il manager statunitense.

E mentre il governo Merkel ha strizzato l'occhio a Parigi circa la possibilità di creare un'"Airbus europeo nel settore dell'energia" (il portavoce del ministero dell'Economia tedesco, ha detto che una possibile fusione tra le due aziende offrirebbe "un grande potenziale in termini di politica industriale per Germania e Francia"), i vertici di Siemens hanno fatto sapere che decideranno "se avanzare un'offerta per Alstom" dopo il giro di incontri con i politici transalpini.

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