Il capitalismo di relazione ha creato danni al Paese. Il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, nella sua relazione annuale a Palazzo Madama, ha puntato il dito contro quell’intreccio tra i grandi potentati economici e il potere politico e amministrativo che rende la società chiusa, poco aperta alla concorrenza e “danneggia la parte vitale e competitiva dell’economia italiana”. Un duro attacco al passato, dunque, al quale seguono anche richieste per il futuro.
Sul mercato, quando Pitruzzella chiede di realizzare “un rafforzamento della separazione tra fondazione e banca conferitaria, estendendo il divieto di detenere partecipazioni di controllo in società bancarie anche ai casi in cui il controllo è esercitato, di fatto, congiuntamente ad altri azionisti”. Sempre nel settore bancario “occorre continuare il processo di rescissione dei legami personali tra diversi istituti, avviato, su suggerimento dell’Autorità, con l’introduzione del divieto di interlocking directorates”, cioè i legami che si instaurano tra società che condividono alcuni amministratori.
Ma la relazione guarda anche al pubblico: “Occorre procedere”, dice Pitruzzella, “ad un’opera di riordino radicale delle società pubbliche, prevedendo dismissioni o comunque l’impossibilità di rinnovare gli affidamenti per quelle società che registrano perdite o forniscono beni e servizi a prezzi superiori a quelli di mercato”. L’espansione della spesa pubblica,
per alcune delle componenti, “improduttiva e inefficiente”, è stata diretta a “soddisfare gli interessi particolaristici delle lobbies e dei cacciatori di rendite”, spiega ancora allarmato Pitruzzella. “Anche per questa via – ha sottolineato il presidente dell’Antitrust – si è creato quell’enorme debito pubblico che costituisce un grande ostacolo alla crescita economica ed un fardello ingiustamente caricato sulle nuove generazioni”.
Altri riferimenti di Pitruzzella sono andati all’improrogabile riforma dell’assicurazione per le auto: l’Antitrust “ritiene ormai necessario un intervento di riforma nel mercato delle assicurazioni per la responsabilità civile derivante dalla circolazione di auto e moto, dove i prezzi per le polizze pagati dai consumatori sono tra i più alti d’Europa e la mobilità degli assicurati da una compagnia all’altra è particolarmente bassa”. Tra le priorità dell’azione dell’autorità a tutela dei consumatori, insieme a settori “tradizionali” come energia, trasporti, prodotti alimentari, viaggi, tlc, c’è anche l’e-commerce, settore nel quale si possono annidare “nuove forme di sfruttamento del consumatore”.
Quanto all’attività dell’Agcm, le sanzioni le sanzioni nel 2013 e nei primi sei mesi dell’anno in corso ammontano ad oltre 314 milioni di euro. L’antitrust “per comportamenti anticoncorrenziali, nel 2013, ha irrogato sanzioni pari a 112.873.512 Euro e, nei primi sei mesi del 2014, pari a 184.528.819 euro. In sede di accertamento di pratiche commerciali scorrette, sono state irrogate sanzioni per 9.253.000 euro nel 2013 e per 8.198.500 nei primi sei mesi del 2014”.
