Armani, la cessione si complica: ecco i motivi
Il testamento scritto da Giorgio Armani e firmato da un notaio lascia poco spazio alle interpretazioni. Per la cessione dello storico marchio legato allo stilista scomparso le regole sono rigide e non sono ammessi compromessi. Il testamento indica come acquirenti preferenziali grandi gruppi internazionali del lusso o settori affini, citando specificamente LVMH, EssilorLuxottica o L’Oréal. Ma solo quest’ultimo ha mosso i primi passi concreti. Ma secondo diversi analisti, la valutazione del gruppo si aggirerebbe tra i 4 miliardi e i 7 miliardi di euro, tenendo conto di ricavi, forza del brand e prospettive future. E in base alle indicazioni testamentarie che parlano, appunto, di una quota pari al 15% si tratterebbe di un esborso compreso nella forchetta tra i 600 e 1 miliardo di euro.
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Ma a pesare è l’andamento nel 2025 del gruppo, ricavi e redditività sono in calo nel 2024 e il business della moda di fatto è in perdita. Come riporta Business of fashion, la partnership di Armani con L’Oréal genererà un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro, mentre per EssilorLuxottica si prevede un fatturato di circa 300 milioni di euro. Circa il 10% di questi importi viene retrocesso ad Armani sotto forma di royalties. Questi due player si confermano come i più accreditati per l’acquisto del gruppo. In particolare, L’Oréal è l’unico che ufficialmente ha dichiarato interesse a esaminare un possibile investimento nel Gruppo Armani seguendo le indicazioni testamentarie, iniziando presto l’analisi del dossier.

