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Armani, gli eredi vogliono la quotazione in Borsa: sfuma la cessione a L’Oréal, Luxottica e Lvmh? Rumor

La posta in gioco è alta. Banchieri e consulenti valutano l’azienda tra i 5 e i 7 miliardi di euro

Armani, gli eredi vogliono la quotazione in Borsa: sfuma la cessione a L’Oréal, Luxottica e Lvmh? Rumor
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Armani, gli eredi vogliono la quotazione in Borsa

Meglio la Borsa che vendere a un grande gruppo. Gli eredi di Giorgio Armani, che guidano la maison dalla scomparsa dello stilista, considerano la quotazione la strada preferita per il futuro del brand. Nel frattempo, però, lavorano già alla cessione di una prima quota di minoranza. Lo riferiscono a Reuters due fonti a conoscenza del dossier.

La prima partita riguarda il 15% del capitale, che secondo il testamento va ceduto entro marzo 2027. Le trattative con gli operatori del settore sono già avviate. In questa fase i più attivi sarebbero L’Oréal ed EssilorLuxottica, che vogliono entrare nel capitale per proteggere i loro storici contratti di licenza sui profumi e sugli occhiali a marchio Armani.

La famiglia intende però dividere il pacchetto tra almeno due acquirenti. Secondo una delle fonti, frazionare la quota evita che un singolo partner strategico parta in vantaggio per la fase successiva. Lascia inoltre aperte tutte le opzioni, a cominciare dall’IPO. La stessa fonte precisa che la società non è sotto pressione finanziaria e non ha alcuna fretta di vendere.

Le tappe sono fissate nel testamento dello stilista, morto a 91 anni:

  • la prima tranche del 15% va venduta tra 12 e 18 mesi dalla sua morte;
  • in seguito gli eredi dovranno cedere un’ulteriore quota tra il 30% e il 54,9%, oppure portare l’azienda in Borsa;
  • l’IPO va realizzata tra il terzo e l’ottavo anno dalla scomparsa.

Armani aveva anche indicato i compratori privilegiati: L’Oréal, EssilorLuxottica e il colosso LVMH, senza escludere comunque altri gruppi di “pari rilevanza”. Il testamento, però, lega al 15% un seggio nel consiglio di amministrazione, ma non è chiaro come verrebbe gestito se la quota fosse ripartita tra più investitori.

La posta in gioco è alta. Banchieri e consulenti sentiti da Reuters valutano l’azienda tra 5 e 7 miliardi di euro. Una vendita o una quotazione sarebbe quindi tra le operazioni più rilevanti del lusso nell’ultimo decennio.

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