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Arretrati e aumenti in arrivo per i docenti, ecco le novità da luglio 2026

Operativo il CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027: interessati circa 1,2 milioni di dipendenti. Gli aumenti saranno erogati già durante l’estate

Arretrati e aumenti in arrivo per i docenti, ecco le novità da luglio 2026

Arrivano gli aumenti per la scuola: ecco di quanto

Con l’ultimo passaggio tecnico presso l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) è diventato operativo il Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027. Il rinnovo riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti, pari a quasi un terzo del personale della Pubblica amministrazione, che potranno beneficiare sia degli aumenti strutturali in busta paga, pari in media a 137 euro mensili per l’intero comparto, sia degli arretrati, che possono arrivare fino a 1.253 euro. Per il comparto scuola, l’aumento medio previsto è di 143 euro per i docenti e di 107 euro per il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario). Gli incrementi retributivi complessivi mensili ammontano invece a 412 euro per gli insegnanti e 304 euro per il personale Ata.

Per quanto riguarda gli arretrati, ai docenti spettano in media 855 euro, mentre il personale Ata riceverà 633 euro. Gli importi stimati salgono a 1.253 euro per il personale degli enti di ricerca, 1.034 euro per il personale Afam e 854 euro per il personale universitario. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha evidenziato che il contratto è “immediatamente efficace dalla sottoscrizione” e che, di conseguenza, gli aumenti e gli arretrati saranno corrisposti già nel periodo estivo. Valditara ha inoltre ricordato che, dall’insediamento dell’attuale Governo, sono stati sottoscritti tre contratti per il comparto scuola, definendo il risultato “straordinario”. Un traguardo reso possibile, ha spiegato il ministro, grazie alle risorse stanziate nelle Leggi di Bilancio e ai finanziamenti aggiuntivi del suo ministero, pari a 300 milioni di euro per il contratto 2019-2021 e 240 milioni di euro per il rinnovo 2022-2024.

Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, che ha definito il rinnovo “una grande notizia”. Il ministro ha inoltre sottolineato come il Governo stia dimostrando che rinnovare i contratti nei tempi previsti è possibile, parlando di “un cambio di passo concreto” che valorizza il lavoro dei dipendenti pubblici. Anche il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha evidenziato il valore del risultato raggiunto, ricordando che il contratto è stato avviato e concluso in soli tre incontri negoziali. Un fatto senza precedenti per il comparto Istruzione e Ricerca, che per la prima volta ha aperto la tornata nazionale delle trattative.

Secondo Naddeo, il rinnovo dimostra che, quando sono garantiti adeguati finanziamenti e una volontà condivisa tra Governo e parti sociali, la contrattazione pubblica può essere rapida, efficace e condivisa. Nel frattempo proseguono all’Aran le trattative per la parte normativa del contratto, che completerà il quadro regolatorio del comparto Istruzione e Ricerca.

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