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Aspi, la proroga delle concessioni e le richieste del Mit: il punto

Perché le scelte dell’azienda guidata da Arrigo Giana si legano a Open Fiber

Aspi, la proroga delle concessioni e le richieste del Mit: il punto

Aspi, la proroga delle concessioni e le richieste del Mit

Ai lettori più attenti non sarà sfuggita l’irritualità di un comunicato stampa di Palazzo Chigi che smentisce voci di richieste particolari di Giuseppina Di Foggia. La manager, al centro delle cronache finanziarie per la sua iniziale scelta di non rinunciare ai 7,3 milioni di buonuscita da Terna (salvo poi tornare su più miti consigli) andrà a occupare il ruolo di presidente di Eni. Ma in molti giurano di aver sentito sue richieste per mantenere un ruolo operativo e non di rappresentanza come il presidente. Dove? Qualcuno dice Open Fiber il cui Ceo, Giuseppe Gola, scadrà a settembre.

In realtà, secondo quanto apprende da fonti qualificate Affaritaliani, le cose sono un po’ diverse e si intrecciano con le vicende di Open Fiber. Primo punto: è vero che Aspi ha presentato un piano – come scritto ieri dal Fatto – che proroga di 10 anni le concessioni per scaricare gli aumenti tariffari in maniera più soft. Ma è anche vero che questo piano è frutto di una trattativa con il ministro Matteo Salvini dopo che il primo è stato rispedito al mittente con perdite.

Il Mit tra l’altro ha scelto da poco Arrigo Giana come Ceo, prelevandolo da ATM, e non può già iniziare una bagarre. Quello che è chiaro, però, è che dalle parti di Via Nomentana non sono stati felici di sentì parlare di proroghe e aumenti con cifre superiori a quelle concesse ai Benetton che pure erano azionisti privati dell’azienda che oggi invece è a maggioranza partecipata da Cdp. Facile quindi che Salvini sia da una parte non esattamente contento dell’operato del manager che ha scelto, da cui si attende di più; dall’altra, nel più classico gioco delle parti, alza la voce per mettere pressione sui fondi.

Secondo punto: è vero che Chigi non è contento della vicenda? Verissimo, ma Giorgia Meloni si sa è una che bada al sodo. Dunque, invece che ingaggiare una lotta con Giana, cerca di risolvere un altro problema che le sta a cuore, ciò quello dell’accordo tra Open Fiber e Fibercop per la rete unica. E dunque, poiché Macquarie è azionista di Aspi e di OF, la richiesta a Giana da Chigi è chiara: convincere gli australiani a raggiungere la quadra con Kkr.

Per farlo, si sarebbe anche fatto il nome di un manager che conosce assai bene il dossier, Stefano Siragusa. Il quale, dopo essere stato allontanato dal comparto per il suo piano alternativo a quello della vendita della rete Tim, oggi avrebbe ristretto i rapporti con il governo che lo vede positivamente. Massimo Sarmi, ad di Fibercop, ha una delega molto ampia e qualcuno avrebbe pensato di ridurla proprio in favore di Siragusa.

Inoltre, sulla questione revoca della concessione ad Aspi, che qualcuno aveva evocato per quantificare l’irritazione del governo, la notizia non trova alcun fondamento. D’altronde, se nemmeno di fronte alla tragedia del Morandi si è riusciti a risolvere rapidamente la cosa, appare quasi fantascienza che possa succedere oggi.

Infine, secondo fonti bene informate, da Palazzo Chigi avrebbero fatto arrivare una richiesta al nuovo Ceo di Leonardo Lorenzo Mariani. Se si dovesse risolvere il rapporto con l’attuale responsabile delle relazioni istituzionali, Filippo Maria Grasso, il nome che sarebbe in cima alle liste sarebbe quello di Riccardo Pugnalin, chief communication Officer di Aspi. I casi della vita? Si vedrà