Assegno unico 2027, aumenti fino a 247 euro: ecco i nuovi importi e le fasce Isee
Assegno unico più ricco nel 2027. Con la rivalutazione legata all’inflazione, gli importi destinati alle famiglie con figli sono destinati a salire, insieme alle soglie Isee utilizzate per stabilire quanto spetta a ciascun nucleo. Sulla base dei dati attualmente disponibili, l’incremento potrebbe arrivare in alcuni casi fino a 104,4 euro l’anno per un figlio minorenne, considerando anche l’effetto del passaggio da una fascia Isee all’altra.
Il punto di partenza è l’andamento dei prezzi. A settembre l’Istat ha certificato per il 2026 un’inflazione acquisita del 2,9%, leggermente superiore al 2,8% indicato dal governo nel Documento di Economia e Finanza. Proprio l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati viene utilizzato ogni anno per adeguare il valore dell’assegno unico.
Assegno unico 2027, quanto potrebbero aumentare gli importi
Per conoscere la percentuale definitiva bisognerà attendere il decreto del ministero dell’Economia, generalmente predisposto nella seconda metà di novembre. Successivamente sarà l’Inps ad aggiornare ufficialmente gli importi. Prendendo come riferimento l’attuale 2,9%, tuttavia, è già possibile stimare gli effetti della rivalutazione. L’adeguamento riguarderà sia le somme corrisposte alle famiglie sia gli scaglioni Isee ai quali sono collegati l’importo base e le diverse maggiorazioni. L’incremento sarebbe decisamente più consistente rispetto a quello applicato nel 2026, quando la rivalutazione si era fermata all’1,4%.
Gli aumenti effettivi dovrebbero partire dalla mensilità di febbraio 2027, una volta ufficializzati dall’Inps. L’adeguamento relativo a gennaio, invece, dovrebbe essere recuperato con il pagamento di marzo. Con una rivalutazione del 2,9%, la soglia della prima fascia Isee, quella che permette di ottenere gli importi più elevati, salirebbe dagli attuali 17.468,51 euro a 17.975,10 euro. Si sposterebbe verso l’alto anche il limite oltre il quale viene riconosciuto l’importo minimo, passando da 46.582,71 a 47.933,61 euro.
Dai figli minorenni alle maggiorazioni: i nuovi valori
Per i figli minorenni, l’importo minimo mensile passerebbe da 58,30 a 60 euro, con un incremento di 1,70 euro al mese e 20,40 euro nell’arco di un anno. Il valore massimo salirebbe invece da 203,80 a 209,70 euro, pari a 5,90 euro in più al mese e 70,80 euro su base annua. Per i figli tra i 18 e i 20 anni, il minimo aumenterebbe da 29,10 a 29,90 euro, mentre l’importo massimo passerebbe da 99,10 a 102 euro. L’incremento annuo sarebbe quindi compreso tra 9,60 e 34,80 euro. Per i figli con disabilità, minorenni o maggiorenni senza limiti di età, l’importo base minimo salirebbe da 58,30 a 60 euro, mentre il massimo arriverebbe a 209,70 euro, rispetto agli attuali 203,80.
Cambierebbero anche le maggiorazioni. Quella riconosciuta agli under 21 non autosufficienti passerebbe da 122,30 a 125,80 euro al mese, con 42 euro aggiuntivi nell’arco dell’anno. Per gli under 21 con disabilità grave, la somma salirebbe da 110,60 a 113,80 euro, mentre in caso di disabilità media aumenterebbe da 99,10 a 102 euro. La maggiorazione prevista quando la madre ha meno di 21 anni passerebbe invece da 23,30 a 24 euro mensili, per un incremento complessivo di 8,40 euro l’anno. Questi importi sono riconosciuti indipendentemente dalla fascia Isee. Ritocchi anche per le altre componenti dell’assegno. La maggiorazione destinata ai figli successivi al secondo arriverebbe a 102 euro, rispetto ai 99,10 euro attuali, per poi diminuire progressivamente in funzione del reddito. Il bonus massimo previsto in presenza di due percettori di reddito salirebbe invece da 34,90 a 35,90 euro.
Quanto guadagneranno in più le famiglie
L’effetto concreto della rivalutazione varierà in base al numero e all’età dei figli, alla presenza di eventuali maggiorazioni e soprattutto all’Isee. Per una famiglia con un figlio minorenne, il solo adeguamento dell’importo base può tradursi in un aumento compreso tra 20,40 e 70,80 euro l’anno. In alcuni casi il beneficio sarà però superiore grazie all’aggiornamento degli scaglioni. È il caso di un nucleo con Isee pari a 17.975,10 euro: con le soglie del 2026 sarebbe collocato nella sesta fascia e riceverebbe 201 euro, mentre con quelle ipotizzate per il 2027 rientrerebbe nella prima fascia, ottenendo 209,70 euro. La differenza raggiungerebbe così 8,70 euro al mese, pari a 104,40 euro l’anno.
Con due figli minorenni, l’incremento della sola quota base potrebbe arrivare a 11,80 euro mensili, cioè 141,60 euro l’anno, nella fascia più favorevole. Per una famiglia con tre figli minorenni, considerando anche la maggiorazione prevista dal terzo figlio in poi, il totale nell’ipotesi più favorevole passerebbe da 710,50 a 731,10 euro mensili. Si tratta di 20,60 euro in più al mese, pari a 247,20 euro nell’arco dell’anno.
Gli aumenti possono essere più elevati anche quando sono presenti figli con disabilità. Per un minorenne con disabilità grave, nella fascia Isee più favorevole, la somma dell’importo base e della maggiorazione salirebbe da 314,40 a 323,50 euro al mese, con un vantaggio di 109,20 euro l’anno. In caso di disabilità media, l’incremento potrebbe invece raggiungere 105,60 euro annui. Per i figli tra 18 e 20 anni, l’aumento massimo della quota base sarebbe di 2,90 euro al mese per ciascun figlio, mentre il bonus per il secondo percettore di reddito crescerebbe nella misura massima di circa 12 euro l’anno. A beneficiare maggiormente dell’adeguamento potrebbero dunque essere soprattutto le famiglie numerose, perché alla rivalutazione della quota riconosciuta per ogni figlio si aggiunge l’incremento delle maggiorazioni. Per un nucleo con tre minorenni nella fascia Isee più favorevole, ad esempio, l’aumento complessivo stimato raggiunge 247,20 euro l’anno, sempre considerando esclusivamente le componenti indicate e nell’ipotesi che spettino integralmente.


