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Economia
mario greco

Via libera dell'assemblea delle Generali al bilancio 2012 e al nuovo consiglio di amministrazione light. Gli azionisti hanno approvato la distribuzione di un dividendo di 20 centesimi per azione, mentre per il cda hanno deliberato di ridurne a 11 i membri, rispetto ai 15 ora in carica. Il nuovo consiglio è composto da 10 membri proposti da Mediobanca: confermati Gabriele Galateri, Vincent Bollorè, Francesco Gaetano Caltagirone, Mario Greco, Lorenzo Pellicioli, Clemente Rebecchini e Paolo Scaroni, più le nuove entranti Sabrina Pucci (vice presidente di Alliance Boots), Alberta Figari (avvocato in Clifford Chance, esperta del settore assicurativo) e Sabrina Pucci, docente di Economia. Completa il cda la confermata Paola Sapienza, proposta dalla lista di Assogestioni.

E' l'assemblea della svolta per "tornare a fare il nostro mestiere", come ha affermato il presidente delle Generali Gabriele Galateri. Il Leone torna a focalizzarsi sull'attività assicurativa. Sulla cedola si è soffermato l'Ad Mario Greco. Quella staccata nel 2012 "non è adeguato e non puo rappresentare uno standard". Greco risponde così ai piccoli azionisti, che avevano collato il dividendo come "una miseria".

La remunerazione, ha precisato il manager, "viene in un anno con un utile di 90 milioni. Per distribuirlo abbiamo attinto alle riserve. Rappresenta peroòun segnale d'impegno a dare sempre il dividendo e a farlo crescere". In compenso, "per migliorare la situazione patrimoniale" gli azionisti non saranno chiamati a nuovi sacrifici perché "non c'è nessuna intenzione di fare degli aumenti di capitale". Al contrario, Greco ha "una chiara strategia per vendere gli asset non core". Una strategia mirata alla riduzione dell'indebitamento, oggi pari a 12 miliardi di euro. "Troppo", secondo l'Ad: "Ci costa 750 milioni l'anno e ci pone in una posizione rischiossima con le agenzie di rating. Non c'entra Mediobanca, e non vendo asset perche' sono napoletano, ma perché sono un manager serio. Continuerò a farlo finché la posizione di capitale di questa società non tornerà dove deve tornare". Esplicita la critica rispetto alla precedente gestione: "Negli anni si è usato capitale per comprare partecipazioni che non danno una redditivita' adeguata".

A proposito di cessioni, il processo di vendita della Bsi e delle attività di riassicurazione negli Stati Uniti "sta procedendo come previsto" e "non si attendono sorprese". In questa logica , Generali conferma che non aderirà alla ricapitalizzazione di Rcs: "Come avete letto - ha affermato Greco - non esercitiamo il diritto di opzione per l'aumento".

Il Leone dice stop a nuove acquisizioni almeno fino al 2015, anno posto come traguardo del piano strategico presentato a gennaio. "Abbiamo appena fatto un'acquisizione in Est Europa - ha detto l'amministratore delegato riferendosi all'operazione Gph - ora dobbiamo farla fruttare. Svilupperemo i business sui mercati asiatici e in America Latina, ma non stiamo guardando ad acquisizioni. Per tre anni vogliamo ricostituire il capitale e cedere gli asset non core, quando nel 2015 avremo conseguito gli obiettivi del piano discuteremo se considerare operazioni di crescita e come finanziarle".

Con il sì dell'assemblea, "Prende così corpo - ha spiegato Galateri - tutta una diversa organizzazione del gruppo con la costituzione di questo top management". Nel corso del suo intervento, il presidente del Leone ha dato il benvenuto alla Cassa depositi e prestiti, che ha rilevato le azioni della Banca d'Italia. "Conosco bene i responsabili del Fondo Strategico e della Cdp - afferma  Galateri - non ci sarà alcuna influenza sulla gestione dell'azienda. Inoltre questa presenza sara' temporanea. La Banca d'Italia, per risolvere un potenziale conflitto d'interessi, ha agito in modo adeguato e opportuno". Tra i soci di peso spunta anche un altro gigante, che negli ultimi mesi a messo le mani su quote consistenti del salotto buono: il fondo Blackrock emerge con il 2,84% delle azioni. La società di gestione, che non risultava finora tra i soci concosciuti, figura ora al quarto posto tra i maggiori azionisti del Leone, dietro Mediobanca con il 13,28%, la Cdp con il 4,48% e Del Vecchio con il 2,99%. Seguono De Agostini con il 2,48%, Caltagirone con il 2,28% ed Effeti con il 2,15%.



 

 

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