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Economia
Alessandro Profumo (2)

Nuovi soci (non bancari), futuro lontano da Siena e quote della banca allo Stato. Alessandro Profumo, presidente di Mps, non esclude forti novità per l'istituto. A cominciare dall'ingresso di fondi freschi: "Quando si parlerà di aumento di capitale, ci piacerebbe trovare, insieme ai principali azionisti di oggi, degli azionisti che condividano il progetto ma che non siano un altro gruppo bancario". Soci sì, dunque. Ma niente banche.

Quanto ai 4 miliardi di Monti Bond, Profumo non si abbandona a sfrenato ottimismo: "Ritengo che ce la possiamo fare ma nulla è scontato". Non sarebbe quindi scontato l'ingresso dello Stato nel capitale, conseguenza di un mancato rimborso dei titoli che portano il nome dell'ex presidente del conisglio. La loro restituzione è "la sfida principale che ha davanti la banca" ed è "l'unico modo per mantenere l'indipendenza e la sede a Siena". L'unico modo per restituire i soldi allo Stato è aumentare la redditività attraverso il taglio dei costi. Se così non fosse, non è detto che l'istituto debba rimanere a Siena a ogni costo. "Sbaglia chi pensa di far restare la banca a Siena con una base patrimoniale debole", ha sottolineato Profumo. "In questo caso - aggiunge - Mps potrebbe essere acquistata da un operatore del settore per poi fonderla e risparmiare sui costi". Anche se, specifica "Questo non è il nostro obiettivo".

 

Mps: assemblea nomina Corsa vice presidente Cda - L'assemblea dei soci di Mps ha approvato la nomina di Pietro Giovanni Corsa a vicepresidente del Cda della Banca. Corsa e' consigliere Mps indicato, al momento del rinnovo del Cda nell'aprile 2012, dal secondo azionista del Monte, la famiglia Menarini titolare del 4% del capitale del Monte.

Profumo è intervenuto durante l'assemblea degli azionisti del Monte chiamata ratificare l'azione di responsabilità

deliberata il 28 febbraio dal consiglio di amministrazione contro l'ex presidente Giuseppe Mussari e l'ex direttore generale Antonio Vigni e le banche di affari Nomura e Deutsche Bank. L'azione di responsabilià, disciplinata dall'articolo 2393 del Codice Civile, è una richiesta legale di risarcimento per i danni arrecati alla societa'. Nella relazione all'assemblea si contestano a Mussari e Vigni le operazioni Alexandria e Santorini, che si ipotizza effettuate per coprire delle perdite e per mantenere status e benefit, con la complicità delle due banche d'affari. Operazione Alexandria: "Nell'estate del 2009", si legge nella relazione, "allo scopo di occultare una perdita in formazione, allora stimata in circa Euro 220 milioni, l'ex Presidente e l'ex Direttore Generale della Banca hanno congegnato e posto in essere con Nomura una complessa operazione di finanza strutturata, che comprendeva strumenti derivati, rischiosa e dannosa per la Banca".

Con questa operazione "i vertici allora in carica della Banca, con la complicità di Nomura, non solo hanno potuto dissimulare una perdita (quella delle notes Alexandria) - la cui evidenza tra l'altro avrebbe intaccato la loro leadership -, ma ne hanno prodotta una maggiore, foriera di ulteriori e piu' gravi problemi per la Banca". Operazione Santorini: "Alla fine del 2008 - e' sempre la relazione a sottoliearlo - allo scopo di occultare una perdita in formazione di Euro 303 milioni, alcuni alti dirigenti della Banca", con la piena "partecipazione, adesione e consapevolezza" del direttore generale Antonio Vigni, hanno effettuato un'operazione complessa "che comprendeva strumenti derivati, estremamente rischiosa e dannosa". Con questa operazione il direttore generale "non solo ha potuto dissimulare una perdita gia' esistente" che se scoperta avrebbe potuto "intaccare la sua leadership, rischiando di pregiudicare il conseguimento di benefici economici personali correlati con la performance della Banca, ma ne ha prodotta una maggiore". Dal punto di vista di Nomura e DB le operazioni erano "prive di giustificazione e di ogni razionalita' economica per la evidente sproporzione esistente tra le contrapposte prestazioni ed obbligazioni".

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