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Titoli assicurativi in recupero a Piazza Affari: Generali guadagna attorno al mezzo punto risalendo sopra i 16,6 euro dopo che già ieri gli analisti di Intermonte avevano migliorato il prezzo obiettivo da 16,2 a 18,5 euro, confermando il giudizio di "outperform" (farà meglio del mercato). Fondiaria-Sai è in rialzo di tre quarti di punti a poco più di 1,90 euro per azione. Unipol sfiora il +3% superando i 4,1 euro per azione (in questo caso lasciandosi alle spalle il nuovo target price di 4 euro indicato venerdì scorso da Banca Akros), Milano Assicurazioni guadagna un punto riportandosi sui 63,6 centesimi di euro a titolo, Cattolica Assicurazioni guadagna il 3,7% a 17,58 euro e Vittoria Assicurazioni, infine, si accontenta di un +0,6% a 8,37 euro per azione.

A ridare smalto al settore è l'indiscrezione secondo la quale nel Consiglio dei ministri in calendario dalle 17.00 odierne, dedicato al varo della Legge di Stabilità (oltre che del Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2014 e del bilancio pluriennale per il 2014-2016), vi sarebbe tra le pieghe della legge di bilancio un aumento della tassazione sui capital gain relativi ad investimenti finanziari (con l'esclusione dei titoli di Stato) dal 20% al 22%, nonché un aumento dell'imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari dall'1,5 per mille all'1,65 per mille.

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L'ennesimo "ritocchino" al rialzo che secondo gli analisti di Mediobanca Securities potrebbe favorire le compagnie specializzate in polizze Vita tradizionali e i fondi pensione.

Chi invece rischia di subire un impatto negativo "anche se marginale" sono secondo gli esperti "le pure reti di raccolta del risparmio", cosa di cui in verità non sembra essersi ancora accorta la borsa, visto che Azimut sale dell'1,8% a 18,64 euro per azione, meglio di Mediolanum (+1,3% a 6,21 euro a titolo) e Banca Generali (+0,22% appena sotto i 18 euro per azione) che pure sono reti meno "pure" del gruppo guidato da Piero Giuliani.

Visto che fondi pensione e polizze vita tradizionali (appartenenti al cosiddetto "Ramo I" e legate alle gestioni separate) dovrebbero restare esclusi dall'imposta di bollo introdotta dal governo Monti nel 2012 attraverso con aliquota dell'1 per mille (con un minimale di 34,2 euro e un massimale di 1.200 euro) salita da quest'anno all'1,5 per mille (senza alcun tetto), una vera e propria "patrimonialina", come avevano subito notato molti analisti, secondo gli esperti di Mediobanca Securities proprio "Generali, Unipol-Fondiaria-Sai e Cattolica" Assicurazioni potrebbero "risultare come marginali vincitori", mentre "Azimut e Mediolanum" rischiano di "risultare marginalmente sfavorite".

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E Banca Generali? In questo caso gli esperti hanno confermato di avere "una visione più neutrale" grazie alla sua "ampia base di prodotti tradizionali, che si aggiunge ai prodotti bancari e di asset management". Non solo: il governo sembra pronto a fare una parziale marcia indietro rispetto alla ulteriore "stretta" sulle polizze Vita varata lo scorso mese a causa della necessità di reperire coperture per la cancellazione dell'Imu per il 2013 fortemente voluta dal Pdl.

La penalizzazione non scompare ma si attenua, dato che nell'emendamento al testo del decreto presentato dai relatori (Rocco Palese, Pdl, e Marco Causi, Pd), se per il 2013 la soglia di detrazione ai fini Ifpef del 19% continuerà ad avere un tetto massimo di 630 euro (e non di 1.291,14 com'era originariamente), in compenso dall'anno prossimo il tetto dovrebbe ridursi a 530 euro e non in 230 euro come prevede finora testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale mentre le polizze "long term care" (per i lungo degenti) continuerebbero a godere del tetto originale di 1.291,14 euro annui.

Insomma: la necessità di procedere a tagli alla spesa pubblica sta portando ad agire sulle due principali voci, previdenza e assistenza sanitaria pubblica, e questo può rimettere in gioco il settore assicurativo e la previdenza integrativa privata, magari anche grazie a qualche "regalino" di fine anno che vada a compensare almeno in parte la progressiva erosione del reddito disponibile degli italiani. Di questi tempi è, letteralmente, tutto quello che passa il convento, pardon il governo.

Luca Spoldi

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