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Assopopolari contro Renzi e affossa i propri associati in borsa

Assopopolari dichiara guerra al governo Renzi ma affossa i titoli delle proprie associate a Piazza Affari. Le azioni delle banche popolari finiscono infatti tutte in rosso, soprattutto quelle che nelle scorse sedute avevano corso di più: Bper perde oltre due punti percentuali, PopMilano e Banco Popolare oltre 3,5% mentre lima le perdite Ubi Banca.

Ciò che ha spaventato gli investitori non è stata soltanto la presa di posizione dell’associazione di categoria presieduta da Ettore Caselli che ha definito il decreto “ingiustificato”, quanto il fatto che ha comunicato di non voler lasciare nulla di intentato “perché il decreto venga meno” facendo riaffiorare nel mercato vecchi ricordi su precedenti tentativi di riforma già affossati.

Fra le cartucce che Assopopolari vuole sparare ci sono oltre gli appoggi politici trasversali (escluso il Pd) che già prima del varo del decreto hanno cercato di fermare in zona Cesarini il tentativo di riforma del governo Renzi e che potrebbero emendare il testo in Parlamento fissando un limite al possesso azionario o al diritto di voto (3-5%), anche una perizia  redatta da un pool di legali e di consulenti che attesterebbe l’incostituzionalità del decreto, in quanto non sussisterebbe il requisito di urgenza che la strada del decreto legge (Investment Compact) lascerebbe intendere.

Per il mercato quindi che ha approfittanto anche dell’impasse per far scattare i realizzi meglio stare alla finestra e attendere l’evolversi della situazione che sulla carta dovrebbe innescare un forte consolidamento fra i primi 10 player del settore.