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Economia
Attenzione Renzi, il Qe aiuta solo Berlino. La ripresa in Italia non è scontata
carlo alberto carnevale 140214132440 mediumL'economista Carlo Alberto Carnevale Maffè
 

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

"L'economia non ripartirà per il quantitative easing della Bce, politica monetaria che per il momento aiuta solo la Germania che esporta molto e le imprese che stanno già bene. L'economia si riprenderà per una serie di condizioni, come la forza della domanda interna e lo stato di salute del sistema bancario. La ripresa nei prossimi mesi (vedi anche dato sulla produzione industriale di gennaio, ndr) non è scontata". Lo spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it l'economista della Bocconi Carlo Alberto Carnevale Maffè, che fa un'analisi della congiuntura del nostro Paese. L'esperto lascia intendere che non bisogna aspettarsi miracoli dal Qe di Draghi, perché "il sistema bancario tricolore non gode di ottima salute e il credito ripartirà soltanto se ci sarà una domanda interna in grado di trainare l'economia e una ripresa degli investimenti". Il governo Renzi ne è consapevole e sta facendo di tutto per invertire questo trend? "No, il premier sta puntando su una ripresa propagandistica e l'Italia è condannata alla decadenza per una serie di fattori strutturali". Ecco quali.


L'INTERVISTA

Nel commentare l'avvio del quantitative easing qualche analista finanziario ha parlato di rischio bolla e di pericolo che l'economia reale non sia pronta ad assorbire la liquidità che la Bce immetterà nel sistema. La mossa di Draghi avrà effetti sulla ripresa economica?
"Non è possibile dirlo, perché dipenderà da cosa farà il sistema bancario che è un filtro indispensabile e insostituibile fra la politica della Bce e il livello complessivo di credito erogato. Al momento attuale, l'insieme delle banche non è propriamente nelle condizioni di aprire i cordoni della borsa. Alcuni istituti sono nelle condizioni di erogare credito, altri no. C'è ancora un altro fattore, però, da considerare".

E qual è?
"Per concedere prestiti ci devono essere due elementi: un soggetto che eroga credito e uno che lo chiede. E oggi in Italia il chiedere prestiti non è che sia uno sport particolarmente diffuso. Finchè non lo farà la domanda interna, il credito non ripartirà e, con esso, non ci sarà una vera ripresa. Non ci sono ancora le ragioni per investire. Più che altro, il Qe di Draghi è una condizione necessaria per rialzare l'inflazione, ma non serve per far ripartire l'economia. Per questo, la politica monetaria non è rilevante".

draghi
 

E quindi?
"L'economia riparte con una serie di condizioni molto complesse. Il Qe è una condizione necessaria affinchè vengano corrette quelle disfunzionalità che il sistema monetario europeo ha introdotto consentendo in maniera irresponsabile che si creasse una deflazione. Draghi non sta facendo un favore all'economia: sta solamente riparando a una colpa grave che la Bce ha avuto, che è stata quella di esser intervenuta tardi sui target di prezzo che aveva e che non ha rispettato. Ha negato l'evidenza di segnali di deflazione strutturale ed è arrivata fuori tempo massimo. Oltretutto in un contesto in cui il dollaro cresce per conto suo. Detto questo, non è che il Qe, combinato a tassi d'interesse negativi, abbia un granchè di evidenza empirica. In realtà, si conosce poco degli effetti di questo strumento non convenzionale di politica monetaria. E chi, al contrario dice di saperlo, sa di mentire. Qualcuno all'interno della stessa Bce ha ammesso in maniera che il combinato disposto di Qe e tassi negativi è difficilissimo da stimare nei suoi effetti. Quindi, non aspettiamoci miracoli. Per il momento, vedo soltanto un'inadempienza dell'Eurotower sul proprio mandato, che è quello di mantenere l'inflazione vicina al 2%, molto grave e un'economia italiana che si riprenderà per altre condizioni, come lo stato di salute del sistema bancario che ora non è certo al massimo. Anzi, versa in condizioni di grave difficoltà".

Segue...

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