La Tasi dovrebbe aumentare il prelievo sulle prime case di oltre il 60% rispetto al 2013 assumendo un’aliquota al 2,5 per mille. La stima è della Banca d’Italia. “Considerando un’abitazione principale non di lusso, nella media dei comuni capoluogo il prelievo si è ridotto complessivamente di circa il 40% fra il 2012 e il 2013”. Ma attenzione: il confronto si riferisce al 2013, quando il governo Letta, pressato da Silvio Berlusconi, cedetta all’abolizione sulle abitazioni principali. Lo scorso anno, quindi, l’impatto dell’Imu è stato ridotto, mentre assai più sostanzioso è stato quello della Tares, la tassa sui rifiuti.
Da quest’anno entra in vigore la Tasi, l’imposta sui servizi indivisibili. Come si vede in questo grafico di Bankitalia, la combinazione di Tasi e Tari potrebbe arrivare a costare quanto la somma di Imu e Tia /Tarsi del 2012. Dipenderà dalla scelta dei comuni.

La Tasi ha un’aliquota di base all’1 per mille elevabile al 2,5 per mille. I comuni possono applicare un’addizionale di 0,8 punti ed elevare l’aliquota fino al 3,3 per mille. “Nel 2014, nell’ipotesi di applicazione della Tasi ad aliquota base, il prelievo aumenterebbe di circa il 12% (rimanendo comunque ben al di sotto del livello registrato nel 2012)”. “Se ciascun capoluogo applicasse un’aliquota pari al 2,5 per mille, il prelievo complessivo crescerebbe di oltre il 60%rispetto al 2013”.

