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Economia

Il 2014 sara' un anno cruciale per il futuro dell'industria italiana: al Ministero dello Sviluppo economico sono attualmente attivi 159 tavoli di confronto riguardanti imprese in crisi (che nel corso degli ultimi 12 mesi sono state oggetto di almeno due incontri plenari, presenti congiuntamente rappresentanti della proprieta', dei lavoratori e delle istituzioni). In totale - riferisce il Mise - sono coinvolti oltre 120.000 lavoratori.

I posti dichiarati in esubero dalle imprese ammontano in media a circa il 15%; per 18 imprese (che occupano circa 2.300 dipendenti) si e' in presenza di una dichiarazione di cessazione di attivita'. I settori maggiormente interessati sono elettrodomestico bianco e relativa componentistica, siderurgia, manifatturiero, telecomunicazioni, componentistica auto e moto, farmaceutico. Nel corso degli ultimi 12 mesi sono stati sottoscritti 62 accordi che hanno consentito di evitare oltre 12.000 riduzioni di organico. I piu' conosciuti hanno riguardato: Natuzzi, Indesit, Bridgestone, Novelli, Richard Ginori, Micron (unita' di Avezzano), Vestas, Alcoa, Sixty, Candy, Ies-mol (Raffineria di Mantova), A C C, Berco, Valtur, Marangoni, Simpe, Plasmon, Filanto, Wind, Meraklon, Eurallumina. Tra gennaio e novembre sono state richieste 990 milioni di ore di cassa integrazione e l'industria e' il ramo di attivita' che assorbe il maggior numero (a novembre su 110 milioni, 76 erano per l'industria).

Tra i tavoli di crisi che da gennaio vedranno impegnati ministero e sindacati vi sono aziende di grande rilievo e 'marchi' storici per il Paese, in tutti i settori produttivi: dall'elettronica di Alcatel a Italtel, alle ceramiche di Ideal Standard; dal tessile di I Ti Erre alle energie rinnovabili di Marcegaglia (stabilimento di Taranto); dalla chimica di Akzo Nobel alla cantieristica di Fincantieri (stabilimenti di Palermo e Castellammare di Stabia). Maggiormente interessati sono i settori nei quali hanno particolare incidenza sul costo totale di produzione, il costo del lavoro ed il costo per l'approvvigionamento di energia. Queste le principali vertenze in corso:

SIDERURGIA

- ILVA e' in attesa dell'applicazione dell'Aia e del piano industriale; in essere vi sono i contratti di solidarieta' per 1.700 lavoratori. "Quello che ci preoccupa e' che lo stabilimento ha prodotto 2 milioni di tonnellate di acciaio in meno di quanto previsto dall'Aia - afferma il segretario generale Uilm Rocco Palombella - Inoltre, Comune e provincia non hanno autorizzato i lavori per i parchi minerari e non sappiamo quando inizieranno". "L'azienda e' chiamata a fare investimenti e le banche non sono in grado di fornire le risorse necessarie - sottolinea Rosario Rappa della Fiom - intanto il piano industriale e' slittato da dicembre a febbraio-marzo".

-  ALCOA e' appesa alla verifica del piano industriale per la vendita a Klesh; il Mise ha fissato come data il 15 febbraio. L'attivita' produttiva e' ferma da due anni circa e i 490 lavoratori sono in cassa integrazione dal 22 dicembre scorso e hanno ottenuto la proroga fino al 31 dicembre 2014. A fine gennaio e' fissato un incontro con i sindacati al Mise

- LUCCHINI ha 4.500 lavoratori in vari stabilimenti di cui il principale e' a Piombino dove i lavoratori hanno contratti di solidarieta' fino a febbraio. A Trieste, dove e' in corso una trattativa per l'affitto del ramo di attivita', 485 persone rischiano la cassa integrazione da gennaio. Attesa per l'accordo di programma su Piombino e dell'apertura del bando di vendita. In ballo vi e' l'ipotesi di costruire un cantiere di demolizioni (che potrebbe smaltire la Costa Concordia) ma i tempi sono stretti. A gennaio dovrebbe tenersi un incontro al Mise

- BELTRAME sta riducendo la produzione tanto nello stabilimento di Vicenza quanto in quello di san Didero in Piemonte, dove lavorano rispettivamente 700 e 300 persone che ricorrono alla Cassa integrazione. A gennaio e' previsto un incontro al Mise AST di Terni ha 2.850 dipendenti che vanno in cassa integrazione a seconda dell'andamento del mercato. A gennaio dovra' tenersi un incontro azienda-sindacati per capire quale sara' il destino dello stabilimento, visto anche che deve ancora arrivare l'approvazione Ue al passaggio a Thyssenkrupp (che ha riacquistato da Outokumpu)

- PITTINI TRAFILERIE ha inviato 78 lettere di licenziamento alla vigilia di Natale ai dipendenti dello stabilimento di Celano

ELETTRODOMESTICI

ELECTROLUX ha deciso 500 esuberi che si aggiungono ai 1000 che derivano da precedenti accordi, affrontati con contratti di solidarieta'. La societa' ha avviato "un'investigazione" su tutti gli stabilimenti italiani, dove lavorano circa 4.000 persone, per verificare la sostenibilita' della produzione. Il governo ha convocato l'azienda e le regioni interessate per il 24 gennaio ma i sindacati chiedono un incontro prima di questa data

- JP, parte della ex Merloni, e' bloccata in una complicata situazione giudiziaria: il Tribunale di Ancona ha annullato un ricorso presentato dalle banche sulla vendita ed essendoci un commissario straordinario la vicenda vede coinvolto il Mise ACC di Belluno e' in amministrazione controllata e rischiano il posto 600 persone, che in parte sono in cassa integrazione

ELETTRONICA, TELECOMUNICAZIONI E INFORMATICA

- ITALTEL ha 1.300 dipendenti circa in tutta Italia ma la maggioranza e' nello stabilimento di Castelletto; 330 gli esuberi indicati dalla societa', che vuole anche tagliare i costi del lavoro rivedendo il contratto aziendale. La azienda - riferiscono i sindacati - vuole arrivare ad un'intesa al Mise per uscite volontarie. L'8 gennaio e' previsto un incontro presso l'Assolombarda

- ALCATEL ha la cassa integrazione da tanti anni e il 17 gennaio e' previsto un incontro al Mise; su circa 2.000 addetti sono stati dichiarati 585 esuberi. In ballo c'e' il trasferimento negli Usa delle attivita' di ricerca e sviluppo svolte da 350 addetti a Vimercate

- MICRON ha annunciato 2-300 esuberi su 700 lavoratori di Catania e Agrate; a gennaio e' previsto un incontro

- LFOUNDRY ha 1400 lavoratori ex Micron in contratti di solidarieta' fino all'agosto 2014 ma secondo i sindacati non ha liquidita' e rischia di non avere le risorse per anticipare le competenze CIET e' in amministrazione controllata e rischia il fallimento; i lavoratori a rischio sono piu' di 300

AZIENDE APPALTI TELEFONICI

- la principale e' SIRTI, dove si e' gia' chiusa la trattativa sugli esuberi con i contratti di solidarieta' ma resta aperta la partita sui contratti aziendali. Ad ALPITEL sono a rischio di licenziamento collettivo 110 lavoratori STM vive una forte incertezza per l'ipotesi privatizzazione

- JABIL di Caserta ha intenzione di licenziare la meta' dei lavoratori, cioe' 350, che gia' sono in cassa integrazione; e' stato aperto un tavolo al Mise ma ancora non si intravedono soluzioni SCHNEIDER di Rieti e' a rischio chiusura per la decisione della proprieta' di spostare la produzione in Bulgaria; nei primi mesi dell'anno i lavoratori dovrebbero lavorere dai 2 ai 3 giorni al mese

FERROVIE

- ANSALDO BREDA ha forti perdite di bilancio e a rischio sono oltre 2.000 addetti dei quattro stabilimenti di Pistoia, Pomigliano, Reggio Calabria e Palermo (questi ultimi in cassa integrazione). I sindacati - spiega Enrico Azzaro della Uilm - si oppongono alle ipotesi di smembramento e chiedono la costituzione di una joint venture con Sts per l'acquisizione delle commesse

OFFICINE FERROVIARIE VERONESI hanno avviato la procedura di amministrazione straordinaria; un commissario deve mettere l'azienda sul mercato. Oltre duecento i lavoratori a rischio

FERROSUD, FIREMA, KELLER sono altre aziende del settore che utilizzano gli ammortizzatori sociali

AUTOMOTIVE E MOTOCICLI

- IRISBUS ha chiuso l'attivita' nel 2011 e ha ottenuto una proroga fino al 30 giugno 2014 della cassa integrazione in deroga per 400 lavoratori; e' in corso una trattativa al Mise con un operatore economico nazionale in collaborazione con un gruppo straniero. Previsto un incontro a gennaio

- TERMINI IMERESE ha chiuso l'attivita' nel 2011 e fino al 30 giugno 2014 i circa mille lavoratori avranno la cigs in deroga; i sindacati sono in attesa di un incontro al Mise a gennaio per definire l'interesse di alcune societa' per la reindustrializzazione del sito; dovranno essere definiti i piani industriali che dovrebbero coprire l'occupazione per circa 500 lavoratori

- DE TOMASO ha sottoscritto l'accordo per quattro mesi di cassa integrazione straordinaria, in scadenza il 4 gennaio, per i circa mille dipendenti, fra i quali i 129 lavoratori ex Delphi di Livorno; l'obiettivo e' traghettare l'azienda verso i potenziali acquirenti

Non sono stati aperti tavoli al Mise ma i sindacati sono preoccupati per la situazione dei lavoratori di PIAGGIO (che ha firmato alla vigilia di Natale l'accordo per 1.000 contratti di solidarieta'); di APRILIA (che ha avviato la discussione sul piano industriale alla luce della scadenza dei contratti di solidarieta' negli stabilimenti di Scorze' (a febbraio) e Noale) e di FIAT (che ha utilizzato la Cig in tutti gli stabilimenti ad eccezione di Maserati Modena; la Cig scade il 31 gennaio a Cassino, il 23 febbraio a Mirafiori presse e il 31 marzo a Pomigliano)

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