LEGGI LE CONSIDERAZIONI FINALI INTEGRALI DEL GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA
L’Italia torna a crescere ma c’è il rischio di una ripresa frenata che non crea occupazione. Un timore, questo, particolarmente accentuato nel Mezzogiorno. Occorre perciò rimuovere le debolezze della nostra struttura economica e produttiva accelerando le riforme: solo così l’uscita dalla crisi potrà riflettersi in un aumento dei posti di lavoro assicurando nuova linfa alla domanda interna, in grado, a sua volta, di consolidare lo sviluppo. Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, fotografa nelle sue Considerazioni finali un Paese che esce finalmente dalla crisi più lunga del dopoguerra ma deve creare le condizioni per sfruttare al meglio la migliorata congiuntura internazionale e “consolidare la ripresa”.
L’azione del governo viene promossa e incoraggiata insieme: bene Jobs act, bonus 80 euro e gestione dei conti pubblici, ma guai a fermarsi in mezzo al guado. In Italia, dice Visco, “esiste il rischio, particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, che la ripresa non sia in grado di generare occupazione nella stessa misura in cui è accaduto in passato all’uscita da fasi congiunturali sfavorevoli”.
“L’aumento del Pil nel primo trimestre – riconosce il governatore nel testo letto davanti alla platea dell’assemblea di Bankitalia – interrompe una lunga fase ciclica sfavorevole; proseguirebbe nel trimestre in corso e in quelli successivi”. Ma poi avverte subito: “Per non deludere le aspettative di cambiamento occorre allargare lo spettro dell’azione di riforma avviata e accelerarne l’attuazione”. I benefici in alcuni casi non sono immediati ma questo, spiega Visco, “è un motivo in più per agire, perseguendo un disegno organico e coerente”. E’ il caso del Jobs act, una cui valutazione degli effetti procurati è ancora “prematura”. E tuttavia “la forte espansione delle assunzioni a tempo indeterminato nei primi mesi del 2015, favorita anche dai consistenti sgravi fiscali in vigore da gennaio, e’ un segnale positivo, suggerisce che con il consolidarsi della ripresa l’occupazione potrà crescere e orientarsi verso forme piu’ stabili”.
Ma non è solo l’eventuale stallo nelle riforme a preoccupare il numero uno di Bankitalia: “Il ritorno a una crescita stabile, tale da offrire nuove prospettive di lavoro, richiede che prosegua lo sforzo di innovazione necessario per adeguarsi alle nuove tecnologie e alla competizione a livello globale”. E, in questo senso, in Italia “esiste il rischio, particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, che la ripresa non sia in grado di generare occupazione nella stessa misura in cui e’ accaduto in passato all’uscita da fasi congiunturali sfavorevoli”. Questo perche’ la crisi appena superata “si e’ innestata su una grande trasformazione dettata dal progresso tecnologico e dalla crescita dell’integrazione tra le economie, con grandi paesi emergenti tra i protagonisti”. In questo scenario, secondo il governatore di Bankitalia, “la domanda di lavoro da parte delle imprese piu’ innovative potrebbe non bastare a riassorbire la disoccupazione nel breve periodo. Ne risenterebbe la stessa sostenibilita’ della ripresa, che non troverebbe sufficiente alimento nella spesa interna”.
Il consolidamento della ripresa passa anche necessariamente attraverso la capacità delle imprese italiane di competere a livello internazionale. E qui Visco sottolinea con preoccupazione un dualismo nel nostro sistema produttivo: “I risultati delle imprese più efficienti, che hanno aumentato le vendite sui mercati esteri, investito e realizzato innovazioni, contrastano con quelli di una parte considerevole del sistema produttivo, caratterizzata da una scarsa propensione a innovare e da strutture organizzative e gestionali più tradizionali”. Visco rileva che “l’attività innovativa è in Italia meno intensa che negli altri principali paesi avanzati, soprattutto nel settore privato”. Da noi, spiega, “le imprese non solo nascono mediamente più piccole, ma faticano anche ad espandersi”. Con rilessi negativi sui posti di lavoro: “In termini di occupati, anche quando hanno successo crescono a ritmi più bassi e per un periodo piu’ limitato”.
Non devono essere perciò più indugi nel rimuovere gli ostacoli all’attività delle imprese e alla loro crescita, che vanno dalla complessità del quadro normativo, alla scarsa efficienza delle amministrazioni pubbliche, ai ritardi della giustizia, alle carenze del sistema dell’istruzione e della formazione. Una situazione per giunta “aggravata dai fenomeni di corruzione e in più aree dall’operare della criminalità organizzata”. Il consiglio di Visco alle imprese è “una maggiore attenzione per l’ammodernamento urbanistico, per la salvaguardia del territorio e del paesaggio, per la valorizzazione del patrimonio culturale”. Più investimenti pubblici e privati in questi settori potranno “produrre benefici importanti, coniugando innovazione e occupazione anche al di fuori dei comparti più direttamente coinvolti, quali edilizia e turismo”. Ultima indicazione sulla scuola. Visco non da’ valutazioni sul contestato ddl all’esame del Parlamento ma avverte: “Per migliorare i programmi di investimento, accrescerne la qualità e indirizzare le risorse dove sono piu’ necessarie non si puo’ prescindere da una valutazione sistematica e approfondita dei servizi offerti e delle conoscenze acquisite”.
ECCO I PASSAGGI PRINCIPALI DELLE CONSIDERAZIONI FINALI DI VISCO:
LA BAD BANK AIUTEREBBE RIATTIVAZIONE PRESTITI. L’attivazione di una bad bank aiuterebbe la ripartenza del mercato del credito. “Lo sviluppo di un mercato secondario dei crediti deteriorati, oggi pressochè inesistenti”, sottolinea il numero di Palazzo Koch nelle sue Considerazioni finali, contribuirebbe a riattivare appieno il finanziamento di famiglie e imprese. Proponiamo da tempo”, ricorda Visco, “iniziative in questa direzione, anche con il concorso del settore pubblico; stiamo collaborando con il Governo a disegnarle, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuto di Stato”. Dal governatore arriva anche l’esortazione a procedere celermente con la riforma della giustizia civile, la cui “farraginosta’”, rileva, pesa sull’elevata consistenza dei prestiti deteriorati che “risente anche dei tempi molto lunghi e variabili delle procedure di insolvenza e recupero crediti”. Secondo Visco, “queste diffuse inefficienze deprimono il valore attribuito agli attivi deteriorati dai potenziali acquirenti, ne disincentivano la cessione sul mercato. Lo sfavorevole trattamento fiscale delle rettifiche su crediti, sebbene attenuato”, aggiunge l’inquilino di via Nazionale, “non ne consente ancora la deducibilita’ immediata dal reddito imponibile, come invece avviene negli altri paesi europei; determina l’accumulo di attivita’ per imposte anticipate. Sono in via di definizione misure per rimuovere questi svantaggi competitivi, che indeboliscono il sistema bancario”.
LA CORRUZIONE FRENA LA CRESCITA, LE IMPRESE INNOVINO. La corruzione frena la crescita delle imprese italiane che scontano anche un ritardo di innovazione e le piccole dimensioni. “Ostacoli all’attività delle imprese e alla loro crescita vengono in Italia, oltre che da limiti di natura finanziaria – ha spiegato Visco – soprattutto dal contesto in cui è condotta l’attivita’ economica. La complessita’ del quadro normativo, la scarsa efficienza delle procedure e delle azioni delle amministrazioni pubbliche, i ritardi ella giustizia, le carenze nel sistema dell’istruzione e della formazione, frenano lo spostamento di risorse produttive verso le aziende più efficienti, uno dei principali meccanismi alla base della crescita della produttivita’”. Una situazione, questa, secondo Visco, “aggravata dai fenomeni di corruzione e in più aree dell’operare della criminalita’ organizzata”.
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RIFORMA POPOLARI AUMENTERA’ EFFICIENZA, ORA TOCCA A BCC. La Banca d’Italia promuove la riforma delle banche popolari varata dal Governo. “Faciliterà lo svolgimento efficiente dell’attività di intermediazione creditizia in un mercato reso più competitivo dall’Unione bancaria”, afferma il governatore Ignazio Visco nelle sue Considerazioni finali. “La forma cooperativa”, sottolinea il numero uno di Palazzo Koch, “ha limitato il vaglio da parte degli investitori e ha ostacolato la capacita’ di accedere con tempestività al mercato dei capitali, in alcuni momenti cruciale per fare fronte agli shock esterni”. Ora tocca alle banche di credito cooperativo. “Affinchè possano continuare a sostenere territori e comunita’ locali preservando lo spirito mutualistico che le contraddistingue”, rileva Visco, “vanno perseguite forme di integrazione basate sull’appartenenza a gruppi bancari”. Secondo il governatore, infatti, “la scarsa diversificazione dei rischi e la difficoltà di irrobustire il patrimonio stanno determinando, in non pochi casi, situazione di crisi”. Bankitalia valutera’ le proposte che verranno dall’associazione di categoria “alla luce della loro capacità di rimuovere gli ostacoli alla capitalizzazione e di risolvere i problemi di questi intermediari”. Di certo, insiste l’inquilino di via Nazionale, “il cambiamento non può essere procrastinato”. Promozione piena invece per il protocollo d’intesa siglato tra il ministero dell’Economia, cui compete la vigilanza sulle fondazioni, e l’Acri. Il documento, osserva Visco, muove nella direzione auspicata dalla Banca d’Italia, che da tempo sottolinea “la necessita’ che le fondazioni bancarie svolgano il ruolo di azionista nel rispetto dell’autonomia gestionale delle banche partecipate e diversifichino i propri investimenti”. Secondo il numero di Palazzo Koch, in particolare, “il limite di concentrazione dell’investimento in un singolo emittente tutela tanto l’interesse delle fondazioni quanto quello degli intermediari”. Inoltre, conclude, “viene presidiato il rispetto del divieto di controllo delle banche partecipate, anche congiunto o di fatto” e “viene migliorata la qualità degli organi, rafforzandone il grado di indipendenza”.
DA JOBS ACT SEGNALI POSITIVI MA PRESTO PER VALUTARE. La crescita delle assunzioni a tempo indeterminato nei primi mesi del 2015, favorita dal jobs act e dagli sgravi fiscali in vigore da gennaio, è “un segnale positivo” ma “una valutazione compiuta degli effetti di questi provvedimenti è prematura”. “I recenti provvedimenti di riforma del mercato del lavoro – ha spiegato Visco – hanno esteso i meccanismi di sostegno del reddito dei disoccupati e ridotto, per i nuovi contratti, il disincentivo alle assunzioni a tempo indeterminato connesso con l’incertezza sugli esiti della risoluzione dei rapporti di lavoro”. Secondo il governatore della Banca d’Italia, “la dinamica dell’occupazione riflette ancora la debolezza della domanda e gli ampi margini di capacita’ produttiva inutilizzata. La forte espansione delle assunzioni a tempo indeterminato nei primi mesi del 2015, favorita anche dai consistenti sgravi fiscali in vigore da gennaio, è un segnale positivo; suggerisce che con il consolidarsi della ripresa l’occupazione potra’ crescere e orientarsi verso forme piu’ stabili”.
VISCO A RENZI: NON DELUDERE ATTESE CAMBIAMENTO, ACCELERARE SU RIFORME. Per “non deludere le attese di cambiamento” e’ necessario allargare l’azione di riforma e accelerarne l’attuazione. “Per rimuovere gli ostacoli allo sviluppo del Paese – ha affermato Visco – e’ stata avviata un’azione di riforma, riconosciuta a livello internazionale da istituzioni e mercati; per non deludere le aspettative di cambiamento occorre allargarne lo spettro e accelerarne l’attuazione”. Il governatore della Banca d’Italia ha messo poi in guardia: “In alcuni casi i benefici non sono immediati ma questo e’ un motivo in piu’ per agire, perseguendo un disegno organico e coerente”.
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BENE GOVERNO SU CONTI, GARANTITA LA SOSTENIBILITÀ. La politica di bilancio del governo tesa a cercare “un equilibrio tra rigore e sostegno all’economia” e’ stata “appropriata”, e gli interventi messi in campo fino ad oggi in Italia sul sistema pensionistico pubblico garantiscono “la sostenibilita’” dei conti pubblici. “In un contesto ancora difficile – ha spiegato Visco – la politica di bilancio ha cercato un equilibrio fra rigore e sostegno dell’economia, in conformita’ con i margini di flessibilita’ esistenti nelle regole europee, mantenendo negli ultimi anni il disavanzo entro il 3 per cento del Pil”. Dopo “gli interventi fortemente restrittivi imposti dalla crisi di fiducia del 2011”, il governatore della Banca d’Italia giudica “appropriato dosare le azioni di consolidamento di bilancio per non ostacolare la ripresa”. “Grazie anche agli interventi di riforma del sistema pensionistico pubblico – ha sottolineato Visco – piu’ che in altri paesi europei la sostenibilita’ di lungo periodo della finanza pubblica puo’ essere garantita. Tuttavia, dall’inizio della crisi finanziaria l’incidenza del debito sul prodotto e’ salita di oltre 30 punti percentuali, al 132 per cento, soprattutto a causa della mancata crescita economica. Il ritorno a livelli piu’ elevati di crescita nominale del reddito, insieme con una politica di bilancio ancora prudente, consentira’ di avviare una rapida riduzione del rapporto tra debito e prodotto”.
BANCHE, MIGLIORANO CREDITO E REDDITIVITA’ MA CRISI PESA. RIDUCANO I COSTI ED ESPANDANO LE FONTI DI RICAVO. Il mercato del credito e la redditività delle banche mostrano “segni di miglioramento”, ma il lascito della crisi resta ancora pesante sui bilanci degli istituti di credito che hanno dunque difficolta’ ad allargare troppo i nuovi prestiti. “In marzo”, osserva il Governatore, “i prestiti alle imprese erano del 2,2 per cento piu’ bassi di un anno prima, con una forte attenuazione della caduta che osserviamo da tre anni”. E tuttavia, aggiunge, “le condizioni creditizie restano eterogenee”. In particolare, “nei settori dell’economia dove le prospettive sono già migliorate i prestiti alle aziende con condizioni finanziarie equilibrate hanno ricominciato a crescere”, mentre “nei settori per i quali la ripresa e’ piu’ lenta”, come nelle costruzioni, “si registra tuttora una flessione”. Anche la qualità del credito e la redditivita’ dei maggiori gruppi bancari e’ migliorata nel primo trimestre. “Ma l’eredità della recessione”, afferma Visco, “pesa ancora sui bilanci delle banche. Alla fine del 2014”, sottolinea il governatore, “la consistenza delle sofferenze e’ arrivata a sfiorare i 200 miliardi, il 10 per cento del complesso dei crediti; gli altri prestiti deteriorati ammontavano a 150 miliardi, il 7,7 per cento degli impieghi. Prima della crisi, nel 2008, l’incidenza delle partite deteriorate era, nel complesso, del 6 per cento. A fronte di queste esposizioni le banche accantonano risorse cospicue; effettuano svalutazioni che assorbono larga parte del risultato operativo e limitano l’autofinanziamento. Ne deriva”, conclude il governatore, “un vincolo all’erogazione di nuovi prestiti”. “Per recuperare redditività le banche possono contenere ancora i costi e ampliare le fonti di ricavo”. Per Visco “non pochi intermediari, soprattutto di medie dimensioni, stanno valutando operazioni di concentrazione, anche in risposta alle recenti innovazioni normative”. Tuttavia, avverte il numero uno di Palazzo Koch, nelle sue Considerazioni finali, “i benefici potenziali delle operazioni sono cospicui ma non scontati: richiedono interventi decisi sul piano organizzativo, nella razionalizzazione dei sistemi distributivi, nella gestione dei rischi, nel ricorso alla tecnologia”.
CRISI GRECIA, IMPATTO LIMITATO MA PUÒ ESSERE DESTABILIZZANTE. VA GOVERNATA, È INTERESSE DI TUTTI. La crisi greca ha avuto finora un impatto “limitato” ma l’incertezza alimenta “tensioni gravi, potenzialmente destabilizzanti”. “E’ nell’interesse di tutti i paesi dell’area dell’euro la crisi” della Grecia “va governata”.
PA ARRETRATA, RINNOVARE E’ CONDIZIONE PER REVISIONE SPESA. La pubblica amministrazione italiana e’ “arretrata” rispetto ad altri Paesi e il rinnovamento e’ la “condizione” necessaria per attuare la revisione della sepsa pubblica. “Nelle nostre indagini – ha osservato Visco – le imprese segnalano con chiarezza le difficolta’ dovute al sovraccarico di adempimenti burocratici e all’instabilita’ delle norme. Gli indicatori disponibili ci collocano nel complesso in posizioni arretrate nel confronto internazionale, anche se in tutte le aree del Paese realta’ in ritardo coesistono con esempi virtuosi. Il rinnovamento dell’amministrazione, avviato da alcuni anni e che il governo si e’ dato come obiettivo, e’ anche la condizione per attuare processi di revisione della spesa pubblica che salvaguardino e potenzino la qualita’ dei servizi”.






