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Banche, 2018 “annus horribilis”: 44 miliardi di perdite per gli azionisti

Banche: 2018 “annus horribilis”, per azionisti 44 mld perdite 

Il Sistema bancario italiano e’ sano e robusto ma, nonostante cio’, il 2018 per gli azionisti degli istituti di credito, passera’ alla storia come l’annus horribilis visto che lo tsunami provocato dall’aumento dello spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi, ha quasi dimezzato il valore di borsa delle banche quotate: da meta’ maggio la loro capitalizzazione complessiva si e’ ridotta di 44 miliardi e, a piazza Affari, l’intero settore vale circa 65 miliardi. E non va molto meglio negli altri paesi dell’Unione Europea visto che il valore azionario delle banche, lo scorso anno, ha registrato una contrazione del 25% e la loro capitalizzazione e’ valutata, in media, attorno allo 0,6% del patrimonio netto contro l’1,1 delle sei prime banche statunitensi. Lo stato di salute delle banche italiane e’ stato autorevolmente certificato dall’esito degli stress test dell’Autorita’ bancaria europea (Eba) secondo la quale Intesa SanPaolo, Unicredit , Banco Bpm e Ubi Banca hanno superato ampiamente la prova senza problemi sul capitale. E analoghe attestazioni sono arrivate anche dalla Banca d’Italia e dalla Bce. Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha osservato come “il proseguimento della crescita dell’economia sta determinando un progressivo miglioramento della qualita’ del credito bancario” aggiungendo che “l’incidenza delle esposizioni deteriorate, al netto delle rettifiche di valore, sul complesso dell’intero sistema, calata di circa quattro punti percentuali tra il picco del 2015 e la fine dello scorso anno (2017, n.d.r.), si e’ ridotta ancora quasi di un punto percentuale nel primo trimestre di quest’anno (2018,n.d.r.), al 5,3%”.

E dopo lo tsunami dello spread ora gli istituti di credito dovranno affrontare gli effetti della legge di bilancio 2018 visto che a pagare il conto piu’ salato sarebbero le banche e le assicurazioni che in tre anni verserebbero 5,5, miliardi di euro in piu’. D’altronde, anche alla luce del rallentamento della congiuntura economica, i banchieri nostrani, sembrano ridimensionare le attese di utile per i prossimi bilanci. A settembre Intesa Sanpaolo registra un utile 2018 di 3.012 milioni contro i 5.888 del 2017 mentre Unicredit passa dai 4.672 milioni del 2017 a 2.165 di settembre scorso. Nel complesso, gli utili delle banche quotate a fine settembre sono scesi dai 9.201,8 milioni del 2017 a 7.129,5 milioni. In questo quadro e’ da segnalare il caso Fineco: la cui capitalizzazione in borsa e’ salita 5.853 milioni (+29,48% in un anno) e gli utili a settembre 2018 si attestano a 177,7 milioni contro i 151 dello stesso periodo del 2017.