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Economia
Banche, bomba per Renzi. Tre scandali in un giorno

Ubi, Etruria e Popolari. Giornata nera, ieri, per il mondo del credito che il premier Renzi vorrebbe riformare. Tre scandali in un giorno. Prima le Fiamme Gialle hanno perquisito le sedi di Ubi Banca e quelle della Compagnia delle Opere e della Confederazione degli artigiani di Bergamo. Nel mirino ancora l'assemblea del 2013: ipotesi di falsificazioni nella raccolta deleghe. Poi il commissariamento della Popolare dell'Etruria, di cui il ministro Boschi è azionista e il padre vicepresidente. Lei su Twitter: "Smetteranno di dire che ci sono privilegi?". E ancora, l'indagine della Consob su rialzi anomali in Borsa nei giorni precedenti al provvedimento del Cdm che ha trasformato le Popolari in Spa e su profitti sospetti per 10 milioni di euro. 

POPOLARI - Nei giorni immediatamenti precedenti al Consiglio dei ministri del 20 gennaio in cui il governo approvo' il decreto sulle banche Popolari ci furono dei movimenti anomali in borsa proprio sui titoli delle Popolari. Anomalie che malgrado l'andamento negativo delle piazze azionarie di quei giorni, portarono a plusvalenze reali o potenziali per 10 milioni di euro. A metterlo nero su bianco dinanzi al Parlamento e' il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, che ricostruisce in commissione Finanze tempistica e modi con cui fin dall'inizio dell'anno si verificarono una serie di strani movimenti sui titoli delle banche Popolari. La premessa di Vegas e' che la data in cui "e' possibile assumere che il mercato abbia avuto una ragionevole certezza dell'intenzione del governo di adottare il provvedimento e' individuabile nel 16 gennaio del 2015". Quel giorno, a mercati chiusi, ricorda Vegas, Matteo Renzi ha annunciato la riforma del credito cooperativo. Ma il giorno in cui erano gia' circolate le prime indiscrezioni "e' determinabile nel 3 gennaio del 2015". Da quel giorno fino al 9 febbraio 2015, ricostruisce Vegas, i corsi delle Popolari sono saliti da un minimo dell'8% di Ubi ad un massimo del 57% di banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, "a fronte di una crescita dell'indice del settore bancario dell'8%". Vegas sottolinea che proprio sulla Popolare dell'Etruria (istituto particolarmente interessato dalle polemiche politiche nei giorni successivi all'approvazione del decreto perche' il padre del ministro Boschi ne e' vice presidente) c'erano stati dei movimenti 'anomali' il 22 agosto del 2014, quando passo' di mano ben il 12% del capitale dell'istituto, per un controvalore degli scambi di circa 20 milioni di euro. Ma la Consob, spiega Vegas, non ritenne di dover procedere perche' non furono riscontrati "elementi sufficienti ad avviare un'indagine di abuso di mercato". 

Comunque, all'emergere dei primi rumors sulla riforma, quindi fin dai primi di gennaio, assicura Vegas, la Consob ha "monitorato con particolare attenzione l'andamento delle azioni delle banche popolari". L'analisi delle quotazioni che la Consob ha effettuato prima del 16 gennaio, "evidenzia che i corsi delle azioni delle banche popolari hanno mostrato in media una performance negativa". Escluso la Banca Popolare di Milano che ha fatto registrare un +9,59%, riferisce Vegas, "le azioni delle altre banche popolari hanno segnato ribassi signficativi". Tuttavia, sottolinea il numero uno della Consob, "le analisi effettuate hanno rilevato la presenza di alcuni intermediari con un'operativita' potenzialmente anomala, in grado di generare margini di profitto, sia pure in un contesto di flessione dei corsi". In particolare, ha aggiunto, "si tratta di soggetti che hanno effettuato acquisti prima del 16 gennaio, eventualmente accompagnati da vendite nella settimana successiva. Le plusvalenze effettive o potenziali di tale operativita' sono stimabili in 10 milioni di euro". Dunque, sottolinea ancora Vegas, la Consob sta indagando per "appurare l'identita' dei beneficiari ultimi dell'operativita' con margini di profitto significativi effettuata prima del 16 gennaio". Ma la difficolta' di tali accertamenti, come in tutte le indagini di insider trading, e' costituita dal fatto che spesso l'intermediario che opera in Borsa agisce per conto di propri clienti, i quali a loro volta possono essere soggetti giuridici organizzati in ramificate strutture societarie, spesso con sedi all'estero, rispetto alle quali puo' essere complesso risalire al controllante ultimo". Quanto al complesso della riforma, la Consob esprime un giudizio "positivo" che "determinera' un aumento dell'efficienza del mercato del controllo societario", anche nella prospettiva dell'apertura e dello sviluppo del mercato dei capitali".  


POPOLARE DELL'ETRURIA - Banca Etruria ha annunciato in una nota di essere stata posta sotto amministrazione controllata dal Ministero dell'Economia su proposta della Banca d'Italia per le "gravi perdite del patrimonio" emerse dalle verifiche. "ll Ministero dell'Economia e delle Finanze, con Decreto n. 45 del 10.2.2015, ha disposto, su proposta della Banca d'Italia, lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio ­ Societa' Cooperativa, con sede in Arezzo, ai sensi dell'art. 70, comma 1, lett. B), e, in qualita' di capogruppo dell'omonimo gruppo bancario, dell'art. 98 del Testo Unico Bancario", si legge nel comunicato, "la proposta di amministrazione straordinaria e' stata formulata a seguito delle prime risultanze degli accertamenti ispettivi, avviati dalla Banca d'Italia e tuttora in corso, che hanno fatto emergere gravi perdite del patrimonio, dovute alle consistenti rettifiche sul portafoglio crediti". "Con provvedimento della Banca d'Italia del 11.2.2015 sono stati nominati gli Organi straordinari nelle persone dei sigg. rag. Riccardo Sora e dott. Antonio Pironti, quali Commissari straordinari, e prof.ssa Paola Leone, prof. Avv. Silvio Martuccelli, e prof. Avv. Gaetano Maria Giovanni Presti, quali componenti del Comitato di Sorveglianza. Gli Organi straordinari si sono insediati in data 11.2.2015", prosegue la nota, "la Procedura di amministrazione straordinaria, che opera sotto la supervisione della Banca d'Italia, avra' il compito di condurre l'attivita' aziendale secondo criteri di sana e prudente gestione e di individuare le iniziative necessarie per il superamento della grave crisi aziendale". "La clientela potra' quindi continuare a rivolgersi, come di consueto, agli sportelli della banca che prosegue regolarmente la propria attivita'", conclude la nota.

Il ministro Boschi è, tra l'altro, azionista della Popolare dell'Etruria e suo padre Pier Luigi vicepresidente (nel cda dal 2011). Così ieri sera su Twitter il ministro per le riforme ha scritto: "Il Governo su proposta di Banca d'Italia ha commissariato Banca Etruria. Smetteranno di dire che ci sono privilegi? Dura lex, sed lex". 

Salvini, commissariata la banca di papa' Boschi  - "Banca popolare dell'Etruria commissariata, il cui vicepresidente e' il papa' del ministro Boschi. Non so se vi dice qualcosa la parola Banca popolare, decreto Renzi, indagini della Consob perche' qualcuno ci ha guadagnato decine di migliaia di euro e oggi viene commissariata la banca di papa' Boschi, ma va che strano". Cosi' il segretario della Lega, Matteo Salvini, aveva detto ieri ai microfoni di Radio Padania.

UBI BANCA - Guardia di Finanza a Ubi Banca. Perquisizioni disposte dalla Procura di Bergamo sono state effettuate nella sedi bergamasche dell'istituto e della Compagnia delle Opere e della Confiab (Confederazione degli artigiani di Bergamo). Vengono ipotizzate irregolarita' durante l'assemblea della banca del 2013, nel corso della quale sono stati eletti il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione dell'istituto, con la presunta raccolta illegale di deleghe in bianco e di deleghe con firme falsificate.

Nel nuovo filone d'inchiesta, diretto dal pm di Bergamo Fabio Pelosi e svolto dal Nucleo di polizia valutaria della Gdf, sono indagati il presidente del consiglio di sorveglianza di Banca Intesa San Paolo, Giovanni Bazoli, nella qualità di presidente dell'Associazione banca lombarda e piemontese e i vertici di Ubi banca. Si tratta di Franco Polotti, presidente del consiglio di gestione di Ubi Banca, Andrea Moltrasio, presidente del consiglio di sorveglianza, Victor Massiah, amministratore delegato, Mario Cera, vicepresidente vicario dle consiglio di sorveglianza, ed Emilio Zanetti, consigliere di amministrazione della Banca Popolare di Bergamo e della Banca Popolare Commercio e industria. Per i sei il reato ipotizzato è ostacolo alla vigilanza.

Vi sono poi altri cinque indagati. Sono: Antonella Bardoni, presidente della Confiab (Confederazione artigiani di Bergamo) e componente il consiglio di sorveglianza di Ubi Banca, Giuseppe Sciarrotta, responsabile del servizio rapporti con i soci dell'istituto, Guido Marchesi, consulente dello stesso servizio, Marco Mandelli, direttore generale della Banca Popolare Commercio e Industria (gruppo Ubi), e Rossano Breno, in passato presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo. Il pm Pelosi ipotizza nei loro riguardi il reato di illecita influenza su assemblea, previsto da una specifica norma del codice civile.

Il presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, si dichiara "totalmente estraneo" riguardo ai fatti per cui e' indagato dal Pm di Bergamo, Fabio Pelosi, relativi all'assemblea di Ubi Banca del 2013. I reati contestati dalla Procura sarebbero quelli di ostacolo alla vigilanza e illecita influenza su assemblea. "Con riferimento alla recente attivita' investigativa disposta dalla Procura di Bergamo, di cui ha dato notizia la stampa - afferma una nota - il professor Bazoli osserva che essa afferisce al medesimo procedimento in corso dall'anno passato, dichiarando la propria totale estraneita' ai fatti che sono oggetto delle nuove prospettazioni di indagine".

 
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