L’Aula del Senato ha respinto la mozione di sfiducia presentata da Forza Italia e Lega Nord contro il governo in relazione alla vicenda banche. I “no” sono stati 178, 101 i si, un astenuto. Subito dopo la comunicazione dell’esito del voto, inizierà la chiama dei senatori che dovranno esprimersi sulla mozione di sfiducia al governo a firma M5s, sempre in merito alla riforma delle banche popolari.
In sede di replica, dopo la discussione in Aula, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha affermato “accusare il governo di conflitto d’interessi per la vicenda della riforma delle banche popolari, provvedimento ribattezzato dalle cronache “ddl salvabanche”, “è un’accusa infima e meschina. Questo governo ha commissariato Banca Etruria senza guardare chi sedeva nel Cda. Banca d’Italia ha sanzionato i familiari di un ministro e non c’è stato neanche un solo avvenimento che possa far parlare qualcuno qua dentro di conflitto di interessi, né per Maria Elena Boschi né per nessun altro membro del governo”. Così Matteo Renzi, parlando al Senato in sede di replica dopo la discussione generale sulle mozioni di sfiducia al governo presentate e illustrate in Aula da Forza Italia, Lega Nord e Movimento 5 stelle sulla vicenda del presunto salvataggio di quattro banche (Cariferrara, Carichieti e Banca Marche e Banca Etruria).
“Chiedere la sfiducia oggi sulla questione bancaria – ha argomentato Renzi -, denota da parte delle opposizioni una scelta politica ben precisa. Non avete scelto di porre la mozione sugli atti più importanti, come la legge elettorale, il mercato del lavoro, sulla questione delle tasse, magari evidenziando alcune incoerenze tra quello che abbiamo fatto in passato e quello che abbiamo fatto ora, oppure sugli insegnanti o tanto altro. Si è scelto di non parlare di questo perché si prende atto che su questi provvedimenti l’Italia ha visto finalmente l’azione di un Parlamento capace di far uscire il Paese dalla recessione”.

