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Tegola sul Banco Popolare che fallisce così il rimbalzo in Borsa nella prima occasione utile in cui gli investitori tornano a far respirare il listino milanese  dopo la brutta settimana passata a rimuginare sull'incertezza politica e i timori che non si riesca a formare un governo stabile.

La campanella di Piazza Affari fa scattare infatti le vendite sul titolo del Banco Popolare che, mentre il listino e i bancari rimbalzano, continua a perdere (-2,70% a 1,19 euro). Intensi gli scambi, che superano ampiamente la media dell'ultimo mese di 27,5 milioni.

Ieri, in serata, l'istituto guidato da Pier Francesco Saviotti ha lanciato un profit warning con stime riviste al ribasso su un risultato di esercizio per il 2012 che si preannuncia in perdita per "circa 330 milioni di euro".
La banca ha specificato che a pesare sul bilancio sono soprattutto i risultati della partecipata Agos Ducato nel credito al consumo e l'incremento delle rettifiche sui crediti nel quarto trimestre.
Nel 2011 Banco Popolare aveva chiuso con una perdita netta consolidata di 2,25 miliardi di euro, determinata esclusivamente da rettifiche di valore sugli avviamenti iscritte in occasione del perfezionamento dell'operazione di aggregazione del Banco Popolare di Verona e Novara con la Banca Popolare Italiana. Gruppo nato dalle ceneri della Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani. Nei primi nove mesi del 2012 la perdita era stata di 54 milioni di euro.
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