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Economia

Bankitalia taglia le stime di crescita del Pil per quest'anno: le previsioni sono riviste al ribasso e passano dall'1,3% di luglio scorso allo 0,4%. "Le nostre proiezioni prefigurano per l'economia italiana una crescita modesta quest'anno, piu' sostenuta il prossimo - si legge nel Bollettino - nello scenario centrale risulterebbe attorno allo 0,4%. L'anno prossimo, la crescita sara' invece piu' sostenuta e cioe' dell'1,2%. Per via Nazionale comunque, "resta ampia l'incertezza attorno a questi valori. Sara' cruciale l'intensita' della ripresa della spesa per investimenti; un rapido miglioramento delle prospettive di domanda e delle condizioni finanziarie potrebbe accrescerla, nonostante l'elevato grado di capacita' produttiva inutilizzata.

Un andamento piu' favorevole dell'attivita' si avrebbe se il prezzo del petrolio si mantenesse sui valori registrati negli ultimi giorni". Secondo i principali osservatori, riporta Banca d'Italia, "un'inversione di tendenza dell'attivita' produttiva potrebbe verificarsi nella prima parte dell'anno; ne sarebbe tuttavia condizione necessaria un ritorno dell'accumulazione di capitale su valori positivi". "Secondo nostre valutazioni la probabilita' di un punto di svolta nei primi mesi dell'anno si collocherebbe attorno al 50 per cento". L'occupazione in Italia, sostiene Bankitalia, e' cresciuta nel terzo trimestre ma i dati preliminari di ottobre e novembre segnalano una ripresa dell'occupazione fragile.

Via Nazionale sottolinea che "nei mesi estivi del 2014 il numero di occupati e' aumentato, seppur lievemente; dopo tre trimestri di sostanziale stagnazione il monte ore lavorate e' tornato a crescere sia nell'industria in senso stretto sia nei servizi privati. Cio' nonostante - aggiunge - il tasso di disoccupazione e' salito, spinto dall'incremento del tasso di attivita'. La ripresa dell'occupazione rimane tuttavia fragile, come segnalato dai dati preliminari di ottobre e di novembre: le aspettative delle imprese circa l'evoluzione della domanda di lavoro nei primi mesi del 2015 continuano a essere negative". I prezzi al consumo in Italia saranno ancora negativi sia nel 2015 che nel 2016, prevede infine la Banca d'Italia.

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