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Super-Mario ha fermato lo spread. Ma guadagna meno dei grand commis

Super-Mario ha fermato lo spread. Ma guadagna meno dei grand commis
Quanto guadagna l’uomo più influente d’Europa? Il presidente della Bce, Mario Draghi, percepisce 374.124 euro l’anno. Il numero uno della Fed guadanga meno della metà. Se lo stipendio fosse commisurato a potere, influenza e autorevolezza, quello di Ben Bernanke dovrebbe essere più vicino a quello di Draghi. Ma il presidente della Bce dovrebbe svettare sui dirigenti di Stato italiani. E invece c’è una ventina di funzionari con una busta paga ben più pesante di quella del presidente Bce. Le cifre stridono ancor di più osservando un dato che conferma come l’intervento della Bce abbia avuto un impatto sullo spread superiore a quello del governo: Francoforte ha acquistato 103 miliardi di euro in bond italiani
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Quanto guadagna l’uomo più influente d’Europa? Il presidente della Bce, Mario Draghi, percepisce 374.124 euro. Una buona parte del costo complessivo del Consiglio direttivo dell’Eurotower, pari a 1,6 milioni. Un bel gruzzolo, non c’è che dire. Ma, come al solito, la chiave è nelle proporzioni: Draghi è un paperone se confrontato al suo omologo statunitense, Ben Bernanke. Il numero uno della Fed guadagna poco meno di 200 mila dollari. In verdoni, la paga di Draghi è pari a 493.694 dollari, quasi due volte e mezzo lo stipendio del collega.

Se Bernanke è il banchiere centrale più parco, lo stesso non si può dire di Mark Carney. Il fresco presidente canadese della Bank of England dovrebbe percepire circa 874 sterline, più di un milione di euro. Ma il confronto più impietoso è quello con i manager pubblici italiani.

Se lo stipendio fosse commisurato a potere, influenza e autorevolezza internazionale, quello di Bernanke dovrebbe essere più vicino a quello di Draghi. Ma quello del presidente della Bce dovrebbe svettare su quello dei dirigenti di Stato. Non è così: secondo l’ultimo documento ufficiale disponibile, depositato alla Camera dal ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi circa un anno fa, il capo della polizia Antonio Manganelli guadagna molto più di Draghi: 621.253,75 euro. sul podio dei redditi salgono il ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, con 562.331,86 euro, e il Capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Franco Ionta (poi sostituito da Giovanni Tamburino) con 543.954,42 euro. Buste paga più pesanti di quelle dell’Eurotower anche per il capo di gabinetto del ministero dell’Economia, Vincenzo Fortunato, con 536.906,98 euro, per il capo di stato maggiore della Difesa, Biagio Ambrate Abrate, (482.019,26 euro), per il direttore dei Monopoli di Stato Raffaele Ferrara, (481.214,86 euro). Settimo il capo di stato maggiore dell’Esercito, Giuseppe Valotto, (481.021,78 euro). Stipendio più ricco anche per i presidente di AgCom e Antitrust, Autorità dell’energia e Consob. In altre parole, c’è una ventina di manager pubblici e grand commis che guadagna molto di più di Mario Draghi.

Lo stesso Mario draghi che ha, più dell’alternaza governativa, contribuito ad abbassare lo spread. Quella che era una sensazione, è ora supportata dai numeri. La Bce ha svelato la quantità di titoli di Stato acquistati tra il 2011 e il 2012, all’apice della crisi del debito. Il risultato? Draghi ha speso 102,8 miliardi in bond italiani. Un fiume di acquisti che ha certamente contribuito a tenere sotto controllo il differenziale Btp-Bund e che rappresenta la quota maggiore fra i Paesi dell’Eurozona beneficiari dell’Omt. Ciò che colpisce, però, è la distanza cui seguono gli altri Stati. L’Eurotower ha speso in titoli spagnoli meno della metà (44,3 miliardi). 33,9 miliardi per la Grecia, 22,8 per il Portogallo e 14,2 per l’Irlanda. In sostanza,  quasi la metà degli acquisti di titoli di Stato (Smp, Securities Markets Programme) da parte della Bce sul mercato secondario, pari in totale a 218 miliardi di euro, sono serviti a contenere l’aumento dello spread dell’Italia.