Il dato sulla produzione industriale italiana, tornata a scendere a maggio dell’1,2% rispetto al mese precedente (-1,8% anno su anno) dopo la timida ripresa di aprile e il bollettino mensile della Bce alimentano il pessimismo degli operatori economici e degli investitori circa la congiuntura italiana (dopo il dato negativo del primo trimestre si attende una variazione nulla o ancora negativa nel secondo trimestre). Pessimismo che ha fatto scattare le vendite a Piazza Affari (è il peggior listino d’Europa nella seduta odierna) e sul mercato secondario dei titoli di Stato, con lo spread, la differenza di rendimento tra Btp italiani a 10 anni a Bund tedeschi, che è tornato ad ampliarsi sopra la soglia di 170 punti base, ai massimi dall’affermazione del Partito democratico e di Matteo Renzi con le elezioni europee.
L’Eurotower prevede “una ripresa molto graduale nel secondo trimestre del 2014” e segnala che i “rischi per le prospettive economiche dell’area euro restano orientati al ribasso”. In particolare l’istituto di Francoforte teme “i rischi geopolitici nonchè gli andamenti nei paesi emergenti e nei mercati finanziari mondiali” i quali “potrebbero essere in grado di influenzare negativamente le condizioni economiche anche tramite effetti sui prezzi all’energia e sulla domanda mondiale di di beni e servizi provenienti dall’area euro”. “Un altro rischio al ribasso è connesso alle riforme strutturali insufficienti nei paesi dell’area euro nonche’ a una domanda interna inferiore alle attese”.
In sostanza, la Bce cerca di spiegare così il generale rallentamento della crescita del secondo trimestre dell’Eurozona che ha nei dati negativi della produzione industriale di maggio di Germania, la locomotiva d’Europa, Francia e Italia, le principali economie dell’area euro, gli epifenomeni. Per la Bce – che dedica una sezione del suo bollettino alle Pmi e certifica come la contrazione del credito abbia portato a costi di finanziamento molto più alti in Italia e Spagna – i rischi per l’andamento dell’inflazione nell’Eurozona “sia al rialzo sia al ribasso sono limitati e bilanciati nel medio periodo”.
*BRPAGE*
L’Eurotower precisa che “in tale contesto il Consiglio direttivo terrà sotto stretta osservazione le possibili ripercussioni dei rischi geopolitici, nonchè l’evoluzione dei tassi di cambio”. Secondo la Bce le “prospettive di inflazione a medio-lungo termine per l’area euro restano saldamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione sui livelli inferiori ma prossimi al 2%”. Man mano che le misure lanciate dalla Bce a giugno si trasmetteranno all’economia, inoltre, “contribuiranno a riportare i tassi di inflazione in prossimità del 2%”.
Quanto alle scelte di politica monetaria, secondo le indicazioni prospettiche del consiglio direttivo,i tassi “si attesteranno sui livelli attuali per un prolungato periodo di tempo, in considerazione delle attuali prospettive di inflazione”. Il consiglio direttivo “è unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali nel quadro del proprio mandato qualora si rendesse ancora necessario affrontare rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato”. Per questo la Bce è “fermamente” determinata “a salvaguardare il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione a medio-lungo termine”.

