Nel 2014 e nel 2015 il Pil dell’Eurozona dovrebbe registrare “un lento recupero, in particolare per effetto di un certo miglioramento della domanda interna, sostenuto dall’orientamento accomodante della politica monetaria”. E’ quanto prevede la Bce nel suo bollettino mensile, che stima una crescita dell’economia dell’area anche nel quarto trimestre. “Nell’area dell’euro l’attivita’ economica dovrebbe essere altresi’ favorita da un progressivo rafforzamento della domanda di esportazioni”, prosegue il bollettino, “inoltre, i miglioramenti complessivi osservati nei mercati finanziari dallo scorso anno si stanno trasmettendo all’economia reale, al pari dei progressi realizzati nel risanamento dei conti pubblici”. “A cio”, conclude Francoforte, “si aggiunge che i redditi reali hanno recentemente beneficiato della minore inflazione relativa alla componente energetica”.
Gli esperti della Bce hanno lievemente migliorato le stime sul tasso di disoccupazione nell’Eurozona, che nel 2014 e’ previsto al 12% e nel 2015 all’11,8%. Le previsioni includono un miglioramento dello 0,1% per l’anno successivo e dello 0,2% per il 2015, rispetto alle stime pubblicate a settembre. Invariate, invece, le attese per il 2013, con un tasso di disoccupazione previsto al 12,1%.
ITALIA – In Italia il rapporto deficit/Pil dovrebbe collocarsi al 3% nel 2013, contro l’obiettivo del 2,9% fissato nel programma di stabilita’, una deviazione “imputabile principalmente a un peggioramento delle condizioni macroeconomiche, nonostante siano state adottate in ottobre ulteriori misure di risanamento pari allo 0,1% del Pil”. Secondo la Commissione Ue, “il risanamento strutturale pianificato nel progetto di documento programmatico per il 2014 (0,1% del Pil) e’ inferiore allo sforzo richiesto sia per conseguire l’obiettivo di medio termine di un bilancio strutturale in pareggio nel 2014 sia per assicurare progressi sufficienti verso l’osservanza del criterio relativo al debito durante la fase di transizione”. Per Bruxelles, ricorda la Bce, “sarebbero necessarie misure aggiuntive di riequilibrio dell’ordine dello 0,4% del Pil per assicurare la conformita’ con il meccanismo preventivo del Patto di stabilita’ e crescita”.
TASSI – La Bce lascera’ i tassi su “livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo” ed e’ “pronta a considerare tutti gli strumenti disponibili” di politica monetaria. “L’orientamento di politica monetaria – viene sottolineato – restera’ accomodante finche sara’ necessario e seguitera’ a quindi a sostenere la graduale ripresa dell’economia nell’area euro”. a Bce lascera’ i tassi su “livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo” ed e’ “pronta a considerare tutti gli strumenti disponibili” di politica monetaria. E’ quanto si legge nell’ultimo bollettino mensile derll’Eurotower. “L’orientamento di politica monetaria – viene sottolineato – restera’ accomodante finche sara’ necessario e seguitera’ a quindi a sostenere la graduale ripresa dell’economia nell’area euro”.
UNIONE BANCARIA – L’Unione bancaria e’ uno dei quattro pilastri dell’integrazione europea, ma non e’ la panacea, e’ “la condizione necessaria ma non sufficiente per la stabilizzazione dell’Unione economica e monetaria”. Per il presidente della Bce Mario Draghi e’ infatti necessario “rompere gli assi nazionali e armonizzare” ulteriormente la governance, andando avanti anche sugli altri pilastri, “l’unione fiscale, quella economica e la politica”. Per farlo, bisogna “approfittare delle prossime elezioni europee”, ha detto durante il suo intervento all’Europarlamento di Strasburgo.
