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Economia
Bce, tassi giù. La Germania spunta le armi di Draghi ma le Borse festeggiano

Detto fatto. Mario Draghi spinge la ripresa dell'Eurozona (anche se non proprio come avrebbe voluto, causa opposizione della Germania) . La Bce ha infatti tagliato, a sorpresa (e non all'unanimità), il tasso di finanziamento pronti contro termine portandolo dallo 0,15% a un nuovo minimo storico dello 0,05%. Abbassati anche il tasso sui depositi (dal -0,10% al -0.20%) e il tasso marginale (dallo 0,40% allo 0,20%).

Nomisma: "E' presumibile che la Bundesbank abbia votato no" - "L'indebolimento dell'economia europea e il calo dell'inflazione, al di la' delle previsioni formulate solo tre mesi fa, spingono la Bce a potenziare la manovra espansiva decisa a giugno e di aggiungere ad essa, a partire da ottobre, l'acquisto di Abs in misura tale da ampliare significativamente il bilancio della Bce. Data l'assenza di unanimita', si puo' presumere che le decisioni non abbiano incontrato il voto favorevole della Bundesbank". E' il commento di Sergio De Nardis, capo economista di Nomisma, secondo cui "il taglio dei tassi di riferimento di ulteriori 10 punti base cerca di sostenere la domanda aggregata europea via svalutazione. Esso comportera' inoltre un rafforzamento delle iniezioni di liquidita' che si avvieranno nelle prossime settimane". "Riusciranno queste misure a far salire l'inflazione verso il target del 2% e a sostenere l'economia? - si domanda l'economista, secondo cui "la loro efficacia dipende da due questioni. La prima riguarda quanto e' profonda la trappola della liquidita' in cui si trovano diversi paesi euro: l'efficacia sara' modesta se la liquidita' non verra' incanalata in impieghi produttivi perche', da un lato, le banche sono avverse al rischio e, dall'altro, le imprese non domandano credito per aver abbassato strutturalmente le decisioni di investimento. La seconda questione riguarda la disponibilita' della Germania ad assecondare questo processo: per riportare l'inflazione al 2% e proseguire nel riequilibrio competitivo intra-euro occorre che i tedeschi accettino un'inflazione in casa loro al 3% per alcuni anni; i dissensi Bundesbank sulle decisioni odierne - conclude - potrebbero riflettere la resistenza a considerare una simile prospettiva".

BORSE - Le borse europee chiudono positive grazie alle nuove misure annunciate dalla Bce, che ha tagliato i tassi di interesse al nuovo minimo storico dio 0,05% e ha lanciato un programma di acquisto di covered bond e asset backed securities. A registrare le migliori performance le piazze dei Paesi che piu' attendevano le misure annunciate ogg82%)i da Draghi, con Milano in testa che guadagna un +2,82%, Madrid +1,96%, Parigi +1,65% a 4494,94 punti. Il Dax chiude a +1,02% a 9724,26 punti e il Ftse 100 +0,06% a 6877,97 punti. Anche Wall Street e' positiva.

PIAZZA AFFARI: VOLA MEDIASET, DEBOLE TOD'S- Chiusura di seduta con il botto per la Borsa milanese, che segna un maxi rialzo sfruttando le decisioni prese dalla Bce a sostegno dell'economia europea in frenata. L'indice Ftse Mib sale del 2,82% a 21.419 punti, mentre l'All Share realizza un +2,63%. Un guadagno superiore a quello delle altre borse, provocato soprattutto dall'accelerata dei titoli bancari, favoriti dal calo dello spread sotto quota 140 punti. Dopo una mattinata incerta Piazza Affari ha preso la rincorsa, puntando decisa al rialzo sul taglio a sorpresa del tasso di interesse, che la Bce ha portato allo 0,05%, e soprattutto sull'annuncio che l'istituto varera' un programma di acquisto di Abs e covered bond. Buone nuove anche dagli Usa, dove l'indice Ism dei servizi sale ad agosto al nuovo massimo da 9 anni.  Tra le banche Intesa chiude con un +5,58%, Unicredit +5,09%, mentre gli altri big sono tutti sopra il +4%. Tra gli altri finanziari Generali +2,30%, Azimut +4,81%.
   Rialzi corposi anche nell'energia, con Enel +2,61%, Eni +1,87%. Fiat sul +1,39% dopo la conferma che i recessi esercitati dagli azionisti nell'ambito della fusione con Chrysler si sono fermati a 463 milioni di euro, sotto la soglia dei 500 milioni. Su anche Exor con un +3,06%. Bene Telecom (+1,92%) che vede segnali di miglioramento per il secondo semestre, secondo una presentazione agli investitori a Londra. Sono tornate inoltre voci di una fusione con Mediaset, che termina con un +5,60%. Buon rialzo di Atlantia (+2,97%) e Autogrill (+3,77%). Debole Tod'S dopo un report di Hsbc (-0,06%).

EURO -  L'euro ha chiuso ai minimi dal luglio 2013 a 1,2966 dollari, sulla scia delle decisioni odierne della Bce, che ha tagliato a sorpresa i tassi di interesse e ha annunciato un programma di acquisto di Abs e covered bond. La moneta unica cede anche nei confronti dello Yen a 136,30. Dollaro/Yen a 105,11.

SPREAD - Lo spread tra Btp e Bund chiude a 138 punti dopo aver toccato il minimo di 136 punti. Il rendimento e' al 2,35%. Il differenziale tra Bonos e Bund si attesta a 118 punti con un tasso del decennale al 2,15%.

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