Il commento di Michele Sansone, Country Manager di iBanFirst Italia
La riunione della BCE arriva in un contesto in cui un rialzo dei tassi di 25 punti base è ormai ampiamente scontato dai mercati. A rafforzare le aspettative sono stati i dati sull’inflazione di agosto: nell’Eurozona il tasso è salito al 3,3%, mentre in Germania ha raggiunto il 2,9%. Per la BCE, tuttavia, la sfida non è soltanto decidere sui tassi, ma calibrare la risposta a uno shock che resta principalmente di natura energetica. L’inflazione di fondo è infatti scesa al 2,4% e quella dei servizi al 3%, a indicare che le pressioni sui prezzi non si stanno ancora propagando in modo generalizzato.
Il vero elemento da monitorare sarà quindi il messaggio sul percorso futuro della politica monetaria. Il mercato si interroga già sulla possibilità di un ulteriore rialzo a dicembre, soprattutto se le tensioni energetiche dovessero prolungarsi.
Sul mercato valutario, un rialzo dei tassi dovrebbe in teoria sostenere l’euro, ma riteniamo limitato il potenziale di apprezzamento dell’EUR/USD. La decisione di settembre è già in larga parte incorporata nelle quotazioni e la direzione della coppia continuerà a dipendere soprattutto dall’evoluzione delle aspettative sulla Federal Reserve e sul dollaro.
Per le imprese che operano sui mercati internazionali, sarà quindi fondamentale guardare oltre la singola decisione della BCE. L’evoluzione dei prezzi dell’energia e del cambio potrebbe infatti incidere direttamente sui costi di approvvigionamento, sui margini e sull’esposizione valutaria, rendendo sempre più importante una gestione attiva della liquidità e del rischio FX.


