Istat, a dicembre l'inflazione torna a correre. E fare la spesa è davvero un salasso: prezzi del carrello in crescita del 2,2% - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 13:47

Istat, a dicembre l'inflazione torna a correre. E fare la spesa è davvero un salasso: prezzi del carrello in crescita del 2,2%

Secondo i dati preliminari di dicembre, sull’andamento pesa la dinamica dei prezzi dei beni energetici regolamentati e di quelli alimentari non lavorati

di Chiara Feleppa

Istat, a dicembre l'inflazione torna a correre: prezzi del carrello in crescita del 2,2%. Ma sale potere d’acquisto delle famiglie 

A dicembre l’inflazione dei beni di prima necessità accelera: alimentari, prodotti per la casa e per la cura della persona fanno registrare aumenti più marcati rispetto al mese precedente. Il “carrello della spesa” cresce del 2,2% su base annua, in rialzo rispetto all’1,5% di novembre, mentre i prodotti acquistati con maggiore frequenza passano dal +2,0% al +2,2%, secondo le stime preliminari dell’Istat.

Nel complesso, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic), esclusi i tabacchi, segna a dicembre un aumento dello 0,2% rispetto a novembre e dell’1,2% su base annua, tornando ai livelli di ottobre. "Nella media 2025, i prezzi al consumo risultano cresciuti dell'1,5% rispetto all'anno precedente, in accelerazione in confronto al dato registrato nel 2024 (+1,0%)" commenta l'Istat. A dicembre l'indice dei prezzi torna positivo, dopo i cali di settembre, ottobre e novembre.

I comparti

Nel 2025, i prezzi al consumo hanno registrato in media un incremento dell'1,5%, rispetto al +1,0% del 2024. L'inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, ha mostrato una crescita media annua dell'1,9%, mentre quella al netto dei soli energetici si è attestata al 2,0%, entrambe leggermente inferiori ai valori del 2024, pari rispettivamente a +2,0% e +2,1%.

L’accelerazione lieve dell’inflazione osservata a dicembre è principalmente attribuibile all’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (passati da +0,9% a +2,6%), degli Alimentari non lavorati (da +1,1% a +2,3%) e degli Alimentari lavorati (da +2,1% a +2,6%), mentre ha parzialmente attenuato l’effetto l’ulteriore calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (da -3,2% a -5,3%) e il rallentamento dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%).

L’incremento congiunturale dell’indice generale è principalmente spiegato dalla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,1%, anche per fattori stagionali) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Questi aumenti sono stati solo parzialmente compensati dalla diminuzione dei prezzi di altri gruppi, tra cui gli Energetici regolamentati (-0,6%) e i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,4%).

Il quadro nell'Eurozona

Secondo la stima flash di Eurostat, l’inflazione annua nell’area dell’euro dovrebbe attestarsi al 2% a dicembre 2025, in lieve calo rispetto al 2,1% di novembre. Tra le principali componenti, i servizi registrano il tasso più alto (3,4%, rispetto al 3,5% di novembre), seguiti da alimentari, alcol e tabacco (2,6%, in aumento rispetto al 2,4% di novembre), dai beni industriali non energetici (0,4%, in leggera diminuzione rispetto allo 0,5% di novembre) e dall’energia, che mostra un calo più marcato (-1,9%, rispetto allo -0,5% di novembre).

Potere d’acquisto e risparmio delle famiglie ai massimi dal 2009

Intanto, nel terzo trimestre del 2025, aumentano sia il potere d’acquisto sia la propensione al risparmio delle famiglie, raggiungendo, escludendo il periodo Covid, i livelli più alti dal terzo trimestre del 2009. Lo rileva l’Istat in un nuovo report, evidenziando però che la spesa per consumi finali resta debole.

Nel dettaglio, il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto del 2% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono aumentati solo dello 0,3%. La propensione al risparmio è stimata all’11,4%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, mentre il potere d’acquisto segna un aumento dell’1,8%.

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