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Boeing ancora nella bufera sulla sicurezza: pressioni ai dipendenti. Le accuse

Dopo i due incidenti mortali causati dal 737 Max tra il 2018 e il 2019, acque ancora agitate in tema di sicurezza per il colosso aeronautico Usa

Boeing ancora nella bufera sulla sicurezza: pressioni ai dipendenti. Le accuse
Boeing

Scarsa qualità della sicurezza. Sollecitazioni esagerate ai dipendenti. Poca chiarezza comunicativa. Acque ancora agitate per il colosso aerenautico statunitense Boeing in materia di tutela e salvaguardia dei lavoratori. La Federal Aviation Administration, l’agenzia del dipartimento dei Trasporti statunitense incaricata di regolare e sovrintendere a ogni aspetto riguardante l’aviazione civile, sta avviando un’ampia indagine sulle modalità di gestione della sicurezza da parte dei dipendenti di Boeing che lavorano per conto dell’agenzia. La presa di posizione arriva dopo che alcuni ingegneri del colosso aerospaziale Usa hanno dichiarato di aver ricevuto “pressioni eccessive“. 

Secondo fonti interne, il 19 agosto, il colosso Usa avrebbe ricevuto una lettera d’allerta, nel quale si citava un sondaggio condotto dalla Faa nel 2021 non così roseo. Stando ai dati, il 35% del campione analizzato riportava già una serie di problemi, pressioni e ostacoli in termini di trasparenza. La restante parte ha dichiarato difficoltà,  persino, con i regolatori. 

Di norma, va ricordato, le autorità di regolamentazione dell’aviazione fanno affidamento sui dipendenti delle società aerospaziali per agire per loro conto per l’esecuzione di determinati compiti, come la firma di determinate valutazioni di sicurezza o l’approvazione dei velivoli prima della consegna.

Ma i problemi riportati dai dipendenti “indicano che l’ambiente non supporta l’indipendenza” di coloro che hanno il potere di agire per conto dell’agenzia, secondo la lettera firmata da Ian Won, direttore ad interim dell’ufficio di supervisione Boeing della Faa.

Ma dal colosso Usa le repliche non sono tardate ad arrivare: secondo una portavoce dell’azienda Boeing prende “queste questioni con la massima serietà” e sta lavorando per rafforzare l’indipendenza dei suoi dipendenti che lavorano per conto della Faa. Inoltre, l’azienda ha ordinato che i suoi delegati che lavorano per la Faa “devono essere accordati lo stesso rispetto e la stessa deferenza che viene mostrata al regolatore”. 

Ma a sua volta, sulla scia di queste parole, è impossibile dimenticare tutta la serie di problemi ingegneristici legati alla qualità carente degli aerei commerciali, militari e spaziali che l’azienda di Chicago ha dovuto affrontare negli ultimi anni.  Era la fine del 2018 e l’inizio del 2019 quando persero la vita ben 346 persone, dopo i due disastri aerei causati dai problemi tecnici nei 737 MAX. Gli stessi anni, nei quali, grazie a un’indagine del Congresso, vennero a galla i problemi già contestati da un sondaggio interno nel 2016. E da lì, da quel momento, l’azienda fu costretta ad attuare modifiche nelle modalità di gestione delle proprie operazioni. E a sua volta, la Faa introdusse controlli ancora più severi sulle modalità di certificazione degli aerei.

Un clima che non sembra essere poi così tanto cambiato. Secondo la Faa “le preoccupazioni richiedono una revisione obiettiva e ulteriori accertamenti dei fatti. La cultura aziendale di Boeing sembra impedire ai suoi dipendenti autorizzati di comunicare apertamente”. Parole confermate anche dalla presa di posizione di un dipendente che nella lettera citata scrive: “Sono consapevole che sollevare problemi non è apprezzato dall’azienda”. 

Nel frattempo, l’agenzia ha dichiarato di voler studiare e verificare ancora meglio la cultura aziendale di Boeing. Anche se dal campo base riferiscono che “costruire un sistema di comunicazione aperta, fiducia, trasparenza e rispetto”, non è una scelta, ma una priorità.