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Bolla o opportunità economica? I droni invadono l’Italia

Bolla o opportunità economica? I droni invadono l’Italia
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Nati in ambito militare, i droni stanno diventando una realtà quotidiana, “ma anche un fenomeno sociologico e mediatico”, spiega in una intervista ad Affaritaliani.it Luciano Castro, ideatore di Roma Drone Expo&Show, la prima fiera italiana dedicata a questi oggetti volanti. “I droni sono usati nelle riprese aeree, in agricoltura, nella pubblica sicurezza. Ma nel giro di pochi anni invaderanno tutti i settori con importanti risvolti economici”. L’intervista.
Bolla o opportunità economica? I droni invadono l’Italia
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Bolla o opportunità economica? I droni invadono l’Italia
Bolla o opportunità economica? I droni invadono l’Italia
Bolla o opportunità economica? I droni invadono l’Italia

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Fino ad oggi gli italiani conoscevano i droni nella loro versione militare, come macchine da guerra comandate a distanza impiegate in conflitti come quello afgano. Oggi che cos’è un drone?“I droni sono un grande fenomeno sociologico e mediatico che affascina e fa sognare gli italiani. Sono qualcosa di più di una macchina volante, perché aggiungono la componente robotica dell’automazione che gli permette di svolgere compiti in semi-autonomia. Mi pare di rivedere in questo settore l’entusiasmo che c’era nel Settecento e nell’Ottocento per i primi difficili tentativi del mondo dell’aviazione, quando le persone si riunivano nei prati intorno alle città per vedere le missioni di volo dei fratelli Montgolfier o Wright”

Perché avete deciso di dare vita al Roma Drone Expo&Show?
“Per cercare di inquadrare questo grande fenomeno. La gente è curiosa e vuole vedere i droni da vicino, e giocarci anche. Ci sono poi gli operatori del settore che si moltiplicano e hanno bisogno di un punto di incontro. Roma Drone Expo&Show è un momento per raccontare lo stato dell’arte dei droni e per far conoscere maggiormente questa ampia e diversificata drone community”.

Come immagina il mondo dei droni tra venti anni?
“Lo sviluppo del computer e dei device portatili è stato velocissimo. Con la stessa velocità si sta sviluppando il mondo della robotica, anche volante, che entrerà nella nostra vita quotidiana in maniera massiccia. Il drone è un mezzo telecomandato che può realizzare missioni complesse in semi-autonomia. Li vedremo non solo in cielo, ma anche in terra e nelle profondità dei mari”.

Quali sono i numeri di questo settore economico che sta crescendo molto velocemente?
“E’ difficile dare numeri, perché è un settore giovanissimo e in rapida espansione. C’è un grande business potenziale. Prima di tutto per chi produce droni. Ci sono grandi aziende, come Alenia Aermacchi, Selex di Finmeccanica, Ids e Nimbus che vengono dal mondo militare e stanno progettando velivoli per il civile. E poi ci sono moltissime piccole aziende ad alta tecnologia che propongono progetti innovativi, come Aermatica o Italdron. Oltre alla costruzione c’è il settore di chi i droni li gestisce. Società che comprano la macchina e forniscono servizi a privati e aziende”.

C’è il rischio che questo entusiasmo trasformi il settore in una bolla?
“E’ un rischio che c’è sempre quando si apre un nuovo settore. Basta vedere quello che è successo con il proliferare delle sigarette elettroniche”.

Quali sono i campi di applicazione dei droni?
“Infiniti. Si va dalle riprese aeree nelle sue svariate forme: dalle riprese di matrimoni, alle immagini per il cinema, fino al controllo delle installazioni industriali e delle linee elettriche. Ma si usano anche per l’agricoltura di precisione, nello studio del territorio dal punto di vista artistico e architettonico e anche archeologico. Poi c’è la sicurezza e la protezione civile”.

Vedremo presto dei droni-poliziotto?
“Quando c’è una manifestazione le forze dell’ordine mettono in campo degli elicotteri per ragioni di pubblica sicurezza. Sono macchine costose e che richiedono molto personale. Nel prossimo futuro probabilmente quell’elicottero sarà sostituito da un drone. Con costi molto ridotti”.

Ogni tanto arrivano notizie di droni che cadono. C’è un problema di sicurezza?
“Sono casi sporadici, statisticamente sono mezzi molto sicuri. Certo sono macchine appena nate e quindi dovranno essere definite delle categorie di sicurezza da rispettare. Anche a livello assicurativo le compagnie hanno problemi a proporre delle polizze perché non esiste uno storico a cui fare riferimento”.

I droni possono essere ‘armati’ con macchine fotografiche e cineprese. Strumenti che potenzialmente possono violare la privacy delle persone. Esiste questo problema?
“In effetti con queste macchine chiunque può entrare nella sfera privata degli altri. Bisognerà trovare anche in questo caso una regolamentazione adeguata che si inserisca nell’attuale legislazione. Negli Usa c’è un grande dibattito e le leggi cambiano da stato a stato”.