Il bollo auto continua a essere dovuto anche quando il veicolo è sottoposto a fermo amministrativo. È uno dei passaggi della riforma appena entrata in vigore. Per le nuove scadenze bisognerà invece aspettare il 2028.
Il decreto è già in vigore, ma il calendario legato all’immatricolazione scatterà dal 2028
Il proprietario di un veicolo sottoposto a fermo amministrativo deve continuare a pagare il bollo. Il decreto legislativo 147/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 agosto ed entrato in vigore il 12, conferma che il provvedimento disposto dall’agente della riscossione non interrompe l’obbligo relativo alla tassa automobilistica.
Il mezzo non può essere utilizzato durante il fermo, ma resta intestato al proprietario e il tributo continua a maturare. Dal febbraio 2026 è possibile anche procedere alla demolizione di un veicolo gravato da fermo, purché venga prodotta l’attestazione di inutilizzabilità prevista dalla nuova normativa. Una seconda modifica interessa le scadenze, ma partirà dal 1° gennaio 2028. Per i veicoli interessati dal nuovo sistema, il primo bollo potrà essere versato entro la fine del mese successivo a quello dell’immatricolazione. Le scadenze successive saranno poi legate al mese nel quale il mezzo è stato immatricolato. Per alcune categorie le Regioni potranno anche introdurre una periodicità quadrimestrale.
La riforma non modifica i parametri fondamentali utilizzati per determinare quanto si paga. Restano potenza del veicolo, classe ambientale e tariffe regionali. Cambiano invece diverse regole amministrative e viene rafforzato il sistema nazionale di gestione dei dati sulle tasse automobilistiche. Per chi ha un’auto sottoposta a fermo, quindi, l’impossibilità di circolare non consente di considerare automaticamente sospeso anche il bollo.

