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Economia
Vigni Mussari

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Stop ai super-bonus dei manager. Dopo mesi di negoziato e un ultimo incontro durato fino all'alba, i Paesi dell'Ue hanno ora "tutti gli elementi per raggiungere un'intesa". Lo ha dichiarato il commissario Ue Michel Barnier: l'accordo prevede che i bonus potranno arrivare fino al doppio della retribuzione fissa e solo con il consenso degli azionisti. Se dovesse mancare l'appoggio dell'assemblea i limiti saranno ancora più stringenti: i bonus non potranno superare lo stipendio percepito. Le nuove regole entreranno in vigore tra il primo gennaio 2014 e il primo luglio 2014.

Nella contesa dei bonus, la grnade sconfitta è Londra. Il Regno Unito, forte delle 144 mila persone che lavorano (e spendono) nella City, si era schierato contro ogni limite ai compensi dei manager. Trionfa invece lo schieramento che, tra gli altri, annovera il governatore di Bankitalia Ignazio Visco. Il numero uno di Palazzo Koch aveva ripetutamente lanciato appelli per la riduzione delle buste paga d'oro. E aveva proposto unasoluzione ancor più rigida di quella europea:secondo Visco "la parte variabile delle remunerazione dovrebbe flettere con i risultati reddituali" fino a bloccare i bonus "per le banche in perdita". La serie di bonus e buonusciete milionarie offerti dalle banche italiane ai propri manager è lunga: Cesare Geronzi in uscita da Capitalia nel 2007 ricevette un "premio" da 20 milioni. Il presidente di Intesa Giovanni Bazoli, nel 2006 incassò "un'indennita speciale" da 10 milioni, Alessandro Profumo una buonuscita da 40 milioni da Unicredit.

La sproporzione tra bonus e risultati gestionali è evidente nel caso Mps: nei cinque anni di gestione del duo Giuseppe Mussari-Antonio Vigni, presidente e direttore generale hanno portata a casa  in tutto 17,65 milioni di euro. Ma le banche italiane non sono le uniche spendaccione (non a caso si è reso necessario un intervento comunitario): Jamie Dimon, ceo di JpMorgan Chase, ha intascato 23,1 milioni di dollari nonostante i miliardi di perdite accusate dalla banca. Bob  Diamond, ex ceo di Barclays, ha guadagnato 20,1 milioni nonostante lo scandalo Libor lo abbia portato alle dimissioni. La busta paga di Alfredo Saenz, ceo di Banco Santander, è stata di 16,1 milioni e quella di Josef Ackermann, ex ceo Deutsche Bank, di 9,1 milioni.

 

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