La crisi energetica e tutto quello collegato all’emergenza nata dopo lo scoppio della guerra in Iran e il blocco dello stretto Hormuz, si fa sentire parecchio in Italia così come in tutto il mondo. Per questo il governo per cercare di favorire i cittadini ha introdotto diversi bonus. Ma il paradosso è che questi aiuti alla fine rischiano spesso di essere nulli. A causa infatti dell’inflazione sempre più galoppante ecco che quelle agevolazioni in realtà è come se non ci fossero. Questo è quanto emerge – riporta Il Sole 24 Ore – dall’analisi delle 50 agevolazioni tra le più usate: dalla detrazione sugli abbonamenti di trasporto pubblico al bonus per gas e luce.
Per le 28 misure di carattere fiscale i limiti di legge sono mediamente fermi da 16 anni, mentre per i 22 aiuti legati all’Isee la “anzianità” di soglie e importi è poco superiore ai cinque anni. Ad esempio, la detrazione del 19% per gli affitti degli studenti fuori sede si applica su un massimale di 2.633 euro, fermo dal 2007. Da allora, però, i canoni sono saliti del 33,5 per cento. Anche una misura introdotta di recente, come la carta “Dedicata a te”, in soli tre anni ha subìto l’impatto dell’inflazione sugli alimentari (+10,9%): i 500 euro che vengono caricati in questi giorni, per mantenere lo stesso potere d’acquisto che avevano all’inizio del 2023, dovrebbero essere 555.
I ritocchi sono senz’altro più frequenti – come detto – per molti dei sostegni economici erogati tramite l’indicatore Isee. Anche questi aiuti, però, faticano a stare al passo del caro vita. Ad esempio, il bonus nido – che nel 2025 ha raggiunto 530mila beneficiari – è stato istituito nel 2017 e più volte modificato fino alla versione attuale: 3.600 euro sotto i 40mila euro di Isee e 1.500 oltre la soglia. Ma l’ultimo innalzamento non compensa l’inflazione. È chiaro che per Governi e Parlamenti è generalmente più efficace, come effetto annuncio, – conclude il Sole – lanciare un nuovo bonus anziché alzare il massimale di uno sconto esistente. Mentre l’ipotesi inversa, cioè ridurre la soglia, è troppo indigesta politicamente.
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