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Economia
Portafoglio/ Borsa, Draghi dà la carica al Toro. Azioni pronte per un lungo rally

I tassi “resteranno bassi più a lungo di quanto finora previsto” (ossia almeno sino al 2018, ndr) ha assicurato Mario Draghi, presidente della Bce, parlando la scorsa settimana nella conferenza stampa in cui ha illustrato le misure straordinarie varate “all’unanimità” dal board della Bce e gli investitori hanno subito agito di conseguenza, vendendo titoli a breve termine per acquistare titoli a 3-5 anni. Tra gli acquirenti vi sarebbero stati anche gestori americani ed inglesi e si capisce, dato che la Federal Reserve da mesi sta riducendo gli acquisti di bond sul mercato mentre la Bank of England potrebbe nei prossimi mesi iniziare ad alzare prudentemente il costo del denaro. 

In entrambi i casi i titoli obbligazionari a medio termine in euro sembrano poter costituire una buona protezione dal rischio di un rialzo dei tassi (e conseguente calo delle quotazioni dei titoli a reddito fisso) che permane sui bond statunitensi e britannici. Ma a più lunga scadenza quali prospettive ci sono per i mercati azionari e obbligazionari? Ha provato a rispondere alla domanda Societe Generale che in una ricerca uscita contemporaneamente alla conferenza stampa di Draghi ha notato come, dopo 60 mesi di crescita, “la probabilità che accada un contrattempo” tale da interrompere o ridurre la crescita stessa da qui ai prossimi 10 anni “è virtualmente pari al 100%”.

Insomma: i mercati azionari rischiano di andare incontro quanto meno ad una correzione nel prossimo decennio, ma le prospettive appaiono molto differenti, anche in questo caso, se si considerano i listini del vecchio continente rispetto a quelli americani (o asiatici). Nel caso di Wall Street gli esperti si attendono come scenario più probabile un decennio caratterizzato da una moderata crescita degli utili come pure dell’inflazione. Questo porta a prevedere che l’indice S&P500 possa salire, dai livelli attuali, di un 3% medio annuo (senza considerare i dividendi) per i prossimi 10 anni. 

Tutto sommato il gioco potrebbe non valere la candela, se pensate che attualmente un T-bond a 10 anni offre un rendimento del 2,60%-2,65%, per cui occorrerà seguire con attenzione l’evolversi della politica monetaria americana e gli alti e bassi dei mercati (ricordando che in media Wall Street arriva a perdere attorno al 22% prima che l’eventuale mercato “orso” venga superato nuovamente), adeguando di conseguenza il peso delle componenti azionaria ed obbligazionaria in dollari presenti in portafoglio.

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