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Mercato moto, luglio cambia il quadro: concessionari sotto pressione

Mercato moto, luglio cambia il quadro: concessionari sotto pressione

A luglio le moto scendono del 6,51% e gli scooter salgono dell’11,41%. AICMOTO avverte su stock, nuovi concorrenti e margini.

Il mercato italiano delle due ruote chiude luglio 2026 con un segnale di discontinuità: le moto arretrano del 6,51%, mentre gli scooter crescono ancora dell’11,41%. Per AICMOTO, però, il dato più importante non è la flessione mensile in sé, ma ciò che rivela sulla trasformazione della domanda e sugli equilibri della filiera: cambiano i clienti, aumentano i concorrenti e cresce la pressione sui magazzini dei concessionari.

I numeri diffusi da Confindustria ANCMA mostrano infatti un mercato sempre più polarizzato. Dopo mesi di crescita, a luglio le moto registrano la prima battuta d’arresto del 2026, mentre gli scooter mantengono un ritmo a doppia cifra. Una divergenza che obbliga costruttori e rete distributiva a rivedere strategie di prodotto, pianificazione dei volumi e politiche commerciali.

Secondo AICMOTO, la questione riguarda soprattutto l’evoluzione del cliente. Nelle classifiche delle moto tradizionali dominano ormai adventure e crossover, con Honda Africa TwinBMW R 1300 GS e Honda Transalp ai vertici e la CFMoto 450MT stabilmente tra i modelli più venduti. Il baricentro della domanda si è quindi spostato dalla prestazione pura verso versatilità, viaggio e utilizzo quotidiano.

È un cambiamento con conseguenze industriali dirette. Se sportive e naked perdono peso relativo, i costruttori devono riallocare investimenti, piattaforme, motorizzazioni e capacità produttiva verso segmenti più richiesti. Anche per i fornitori cambiano le priorità: sospensioni, elettronica, componenti per il comfort, sistemi di assistenza e accessori destinati al turismo acquistano maggiore importanza rispetto a un mercato costruito soprattutto intorno alle prestazioni.

Ancora più evidente è la trasformazione dello scooter. Nella classifica mensile complessiva, la prima moto compare soltanto al 23° posto, mentre ai vertici si trovano modelli come Honda SH 350, Zontes ZT368T-G, Honda X-ADV 750 e Vespa GTS 310. Non si tratta più soltanto di mezzi destinati agli spostamenti urbani di breve distanza: cilindrate medio-alte, dotazioni e prezzi indicano una domanda sempre più vicina a quella motociclistica tradizionale.

Questo spostamento ridisegna anche il perimetro competitivo. I concessionari dei marchi storici si confrontano con una rete più ampia e con nuovi produttori, soprattutto cinesi, capaci di entrare rapidamente nei segmenti a maggiore crescita. La presenza della CFMoto 450MT tra le adventure più richieste e di Zontes ai vertici tra gli scooter dimostra come la concorrenza stia diventando strutturale e non più marginale.

La conseguenza più delicata riguarda la distribuzione. AICMOTO segnala il rischio che i costruttori tradizionali, nel tentativo di difendere quota di mercato, continuino a trasferire volumi elevati alla rete. Se la domanda finale non assorbe questi quantitativi, il risultato può essere un aumento delle giacenze, con capitale immobilizzato, maggiori costi finanziari e necessità di ricorrere a sconti per smaltire l’invenduto.

«La torta più grande è divisa tra molti più commensali», osserva Stefano Buscaroli di AICMOTO, sintetizzando uno dei problemi centrali. Un mercato complessivamente positivo non garantisce infatti che ogni marchio o concessionario aumenti vendite e redditività. Se cresce contemporaneamente il numero degli operatori, la quota disponibile per ciascuno può ridursi.

È proprio qui che la dinamica assume rilevanza industriale. Una rete commerciale finanziariamente debole può diventare un problema anche per i costruttori, perché limita la capacità di investire in showroom, formazione, officine e digitalizzazione. L’aumento dello stock comporta inoltre un rischio di svalutazione del prodotto, soprattutto quando arrivano rapidamente nuove versioni o aggiornamenti tecnologici.

La transizione tecnologica aggiunge un ulteriore elemento di complessità. Elettronica, connettività, sistemi avanzati di assistenza e nuove motorizzazioni stanno aumentando il contenuto tecnologico delle due ruote, mentre l’elettrico fatica ancora a diventare un motore di volume paragonabile a quanto avviene in alcune categorie automobilistiche. Per la rete significa dover sostenere nuovi costi di formazione e assistenza senza poter contare, almeno per ora, su una domanda elettrica sufficientemente ampia.

Anche il segmento dei ciclomotori resta fragile. A luglio le immatricolazioni sono scese del 9,22%, mentre il cumulato mantiene un incremento del 9,21%. Secondo AICMOTO, tuttavia, la crescita sarebbe fortemente influenzata dal Piaggio Liberty 50 e da possibili forniture aziendali. Separare flotte e clienti privati potrebbe quindi restituire una fotografia meno favorevole del mercato entry-level.

Il dato assume particolare importanza perché il ciclomotore ha rappresentato storicamente uno degli accessi principali alla mobilità individuale su due ruote. Il suo ridimensionamento può indicare un cambiamento nelle preferenze dei più giovani, una maggiore sensibilità al prezzo o lo spostamento verso altre forme di mobilità.

L’Italia conserva comunque un peso determinante nel settore: nel primo semestre ha rappresentato circa il 35% delle immatricolazioni europee delle due ruote a motore. Essere il primo mercato continentale offre ai costruttori volumi e visibilità, ma rende anche più evidente qualsiasi cambiamento strutturale della domanda.

Per la filiera, il messaggio di luglio è quindi meno rassicurante di quanto suggerisca la crescita complessiva degli scooter. La domanda non sta semplicemente aumentando o diminuendo: si sta spostando tra segmenti, marchi e tipologie di cliente. La capacità di adeguare produzione, stock e offerta commerciale a questa nuova composizione diventerà decisiva per evitare che l’aumento della concorrenza si trasformi in eccesso di capacità distributiva e compressione dei margini.

Scheda

  • Moto a luglio 2026: -6,51%
  • Scooter: +11,41%
  • Ciclomotori: -9,22% nel mese, +9,21% nel cumulato
  • Modelli moto in evidenza: Africa Twin, BMW R 1300 GS, Transalp, CFMoto 450MT
  • Scooter ai vertici: SH 350, Zontes ZT368T-G, X-ADV 750, Vespa GTS 310
  • Quota italiana sul mercato europeo: circa 35% nel primo semestre
  • Rischi indicati dalla rete: stock, invenduto e svalutazione dei magazzini