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Borsa – Incognita voto, Piazza Affari maglia nera in Europa

Lo spread corre fino a quota 175

Chiusura contrastata per le Borse europee, nonostante Wall Street si sia spinta su nuovi massimi, proprio mentre la stagione delle trimestrali entra nel vivo, riservando sorprese positive. Milano ha registrato la performance peggiore del Vecchio Continente, risentendo dell’ipotesi che siano presto indette elezioni politiche e si apra dunque un quadro di maggiore instabilita’. Del resto anche il Centro Studi di Confindustria ha puntato l’indice proprio sull’incognita elettorale, che rappresenta un rischio per l’avanzare lento della congiuntura italiana, insieme al credito bancario che procede con il freno a mano tirato. Il Ftse Mib ha perso lo 0,73%, mentre lo spread si e’ spinto a quota 175 punti.

A Piazza Affari continua a tenere banco la vicenda di Generali (+0,39%), mentre gli investitori si interrogano sull’offerta che potrebbe lanciare Intesa Sanpaolo (-2,1%) e su tutti i possibili rivolti. Si sono inoltre distinte le St (+8,1%), che si sono infiammate dopo la diffusione dei conti del quarto trimestre 2016, archiviati con ricavi in progresso dell’11,5% rispetto all’anno prima, a 1,86 miliardi di dollari, e margini sopra le previsioni. In piu’ l’ad, Carlo Bozzotti, ha indicato, alla luce degli ordini ricevuti, l’azienda e’ fiduciosa ‘che lo slancio che ha caratterizzato la seconda meta’ del 2016 possa proseguire anche all’inizio del 2017′.

L’effetto conti si e’ fatto sentire anche su Fca, salita dell’1,18% festeggiando il bilancio 2016 da record. L’utile netto e’ migliorato del 47% a 2,5 miliardi, battendo anche i target indicati dal costruttore. I ricavi netti, in linea con il 2015, sono stati pari a circa 111 miliardi, mentre l’indebitamento netto industriale e’ sceso a 4,6 miliardi. Sul fronte dei cambi, l’euro ha perso posizioni sul dollaro: passa di mano a 1,0664 dollari (da 1,07339 di ieri). Vale inoltre 122,30 yen (da 122,16), mentre il dollaro/yen e’ scambiato a 114,68 (da 113,79). Prezzo del greggio in rialzo: il wti, contratto con consegna a marzo, sale dell’1,93% a 53,77 dollari al barile.