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Borsa Italiana, scontro totale. Dopo la sconfitta in Tribunale Cdp sfida Euronext sulla conferma dell’Ad Testa

Borsa Italiana, scontro totale. Dopo la sconfitta in Tribunale Cdp sfida Euronext sulla conferma dell’Ad Testa

Borsa Italiana, scintille tra soci

La partita per il controllo della governance di Borsa Italiana entra in una nuova fase. Al centro ci sono Euronext e Cassa Depositi e Prestiti, i due principali azionisti del gruppo con quote pari all’8,08%, divisi sulla conferma di Fabrizio Testa alla guida della società. Secondo Cdp, il rinnovo dell’amministratore delegato sarebbe avvenuto senza il rispetto delle intese parasociali che regolano la nomina dei vertici, e per questo la Cassa rivendica il diritto di far scattare una procedura competitiva.

La contrapposizione si è già spostata sul piano giudiziario. Il tribunale di Amsterdam, in una prima decisione, ha respinto l’istanza presentata da Cdp. Ma da via Goito il dossier viene considerato tutt’altro che chiuso: la sentenza sarà impugnata, perché ritenuta soltanto un passaggio iniziale di un confronto destinato a protrarsi. Nella lettura della Cassa, l’effetto della decisione dei giudici olandesi sarebbe quello di cristallizzare la posizione dell’amministratore delegato, rendendo di fatto permanente la sua permanenza al vertice.

Ma come scrive Dagospia, a rafforzare la linea di Cdp ci sarebbero anche i rilievi mossi dalla Consob in un documento del 18 novembre 2025 che contesta il funzionamento della governance interna di Borsa Italiana. Nelle osservazioni della Divisione vigilanza mercati, l’Autorità parla di “ripetuta e sistematica violazione delle regole del governo societario” adottate dalla società.

Tra i punti più critici evidenziati da Consob figura il comportamento dell’amministratore delegato in relazione alle modifiche della struttura commissionale. Secondo l’Autorità, Testa non avrebbe fornito al consiglio di amministrazione un’informativa adeguata e tempestiva sui progetti in via di definizione, finendo così per comprimere il ruolo del cda. Sempre secondo Consob, Borsa Italiana avrebbe inoltre recepito decisioni esterne in modo passivo, in aperto contrasto con le proprie regole di governance.

Il quadro descritto nelle contestazioni è particolarmente severo: un consiglio di amministrazione ritenuto passivo, scarsamente informato, inerme e poco consapevole delle proprie prerogative e responsabilità. Una valutazione che, nella prospettiva di Cdp, giustifica la richiesta di un cambio di passo nella guida della società.

Il prossimo snodo è fissato per il 29 aprile, data in cui l’assemblea dei soci di Borsa Italiana sarà chiamata a rinnovare consiglio di amministrazione e vertici. Ma, alla luce delle tensioni tra i soci e del probabile proseguimento del contenzioso, il voto assembleare sembra destinato a rappresentare soltanto una tappa di uno scontro più ampio.