Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Borsa, la purga saudita spinge l’oro nero ai massimi da 2 anni. Petroliferi ok

Borsa, la purga saudita spinge l’oro nero ai massimi da 2 anni. Petroliferi ok

Indici europei poco mossi in chiusura di contrattazioni nella seduta di inizio settimana. Gli occhi degli investitori sono puntati sul comparto petrolifero, con il greggio ancora ai massimi da due anni in scia alle epurazioni in Arabia Saudita, e sul settore tecnologico, dopo che Broadcom ha lanciato un’offerta su Qualcomm da 130 miliardi di dollari. Intanto, Wall Street, dopo una apertura incerta, ha toccato ancora una volta livelli record per poi proseguire in ordine sparso. A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dello 0,05% e il Ftse All Share dello 0,02%, quando a Parigi il Cac40 ha pe’erso lo 0,19% e a Francoforte il Dax30 lo 0,07%.

Piu’ indietro l’Ibex35 a Madrid. Tra i titoli, brillante la performance di Yoox Net-a-porter (+3,18%), migliore del FtseMib, in attesa della pubblicazione dei risultati trimestrali. In evidenza il comparto petrolifero, con Saipem (+1,72%), Eni (+0,83%) e Tenaris (+0,77%). Nei giorni scorsi su impulso del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, e’ stata lanciata una campagna anticorruzione che ha portato all’arresto di 11 principi del Paese e decine di ex ministri.

Tra gli arrestati anche il principe Alwaleed bin Talal, uno degli uomini piu’ ricchi al mondo, che vanta partecipazioni azionarie in big Usa come Citigroup, Twitter e Apple. Gli acquisti hanno premiato anche Stm (+1,4%), sostenuta dall’attenzione sul comparto dei microprocessori. Vendite, invece, sui bancari, quando in fondo al segmento principale ha chiuso Campari (-2,55%), alla vigilia della trimestrale. Sul fronte dei cambi, la moneta unica resta sotto quota 1,16 dollari e passa di mano a 1,1587 dollari (1,1616 in avvio e 1,1610 venerdi’ in chiusura), e a 132,157 yen.

Abbastanza stabile il rapporto dollaro/yen a 114,05 (114,27 in avvio e 114,05 venerdi’). Il petrolio, infine, viaggia sui massimi da due anni con il contratto sul Wti consegna dicembre in progresso dell’1,4% a 56,4 dollari al barile e il Brent del Mare del Nord, consegna gennaio, che guadagna quasi due punti percentuali sopra i 63 dollari al barile. La giornata e’ stata priva di dati macroeconomici provenienti dagli Satti Uniti, mentre in mattinata in Europa sono stati pubblicati i dati sulla produzione industriale tedesca per il mese di settembre (+1,1% su mese e +6,3% su anno), e quelli sul Pmi servizi, che per la zona euro e’ sceso in ottobre a 55 punti dai 55,8 di settembre.

A tenere banco, piuttosto, sono stati i corsi del petrolio. Oltre alle violente epurazioni in Arabia Saudita, che hanno colto di sorpresa le comunita’ finanziarie di tutto il mondo per l’arresto di uno degli investitori piu’ ricchi e attivi del pianeta, il principe Alwaleed, si guarda al possibile prolungamento degli accordi tra i Paesi produttivi sui tetti dell’output: la presentazione dell’Opec World Oil Outlook a Vienna sara’ l’appuntamento centrale della settimana finanziaria in vista del meeting Opec del 30 novembre. Intanto le rilevazioni Baker Hughes hanno segnalato un calo dell’attivita’ di trivellazione petrolifera negli Stati Uniti nell’ultima settimana. Tornando a Piazza Affari, tra i titoli, in rialzo anche Italgas (+1,29%), Banca Generali (+1,1%) e Luxottica (+0,84%). Deboli, invece, i bancari guidati in rosso da Bper (-1,61%), con Banco Bpm (-0,80%). La banca nata dalla fusione tra Bpm e il Banco Popolare venerdi’ scorso ha comunicato i termini dell’accordo con Cattolica Assicurazioni (+2,34%), sulla bancassurance.

Per Equita l’intera riorganizzazione e’ ‘neutrale’ sui coefficienti patrimoniali di Banco Bpm, ma ‘dal punto di vista economico, ante eventuali sinergie, il deal risulta pero’ 3% diluitivo sull’utile 2019′ di Banco Bpm poiche’ nelle nuove jv l’istituto passera’ da una quota del 50% a una del 35%. Anche gli analisti di Mediobanca Securities, sottolineano che il Cet1 dovrebbe attestarsi sopra il 12% mentre l’impatto sul conto economico dovrebbe essere di 10-15 milioni di minori utili con un impatto del 2% circa nel periodo 2018-20.

‘Ci aspettiamo che la banca sia in grado di chiudere il 2017 con un cet1 ratio armonizzato alle nuove regole contabili tra il 13% e il 13,5% anche per effetto dell’estensione a tutto il gruppo dei modelli gestionali dell’ex Bpm’ aggiunge Intermonte. Per quanto riguarda Cattolica, i ragionamenti dei broker vertono sull’effetto di accrescimento degli utili e sulle modalita’ di finanziamento dell’operazione che dovrebbero passare per l’utilizzo di capitale in eccesso e dall’emissione di bond subordinati. Alla vigilia dei conti ha chiuso poco mossa Mediaset (-0,06%), con il mercato che si interroga sui termini del possibile accordo con Vivendi per un risarcimento legato al mancato accordo su Premium.