twitter @andreadeugeni

E' la prima web company del Footsie-Mib. Un segno che l'economia digitale sta conquistando sempre più terreno. Non a caso a Wall Street dopo le quotazioni di Facebook e Twitter e la cinese Alibaba (e-commerce) che sembra orientata a sbarcare a Wall Street (più che a Shangai) si torna a parlare di web-economy e di bolla.

Con la revisione dell'indice –delle blue chips di Piazza Affari, Yoox, la vetrina online della moda online fondata dal bolognese Federico Marchetti (nella foto), fa il suo ingresso stamattina nel paniere principale del listino milanese. Escono invece Parmalat e Diasorin. Un debutto fortunato per la web company visto che le borse europee si giovano ancora dell'effetto Stati Uniti di venerdì, quando il governo federale Usa ha rivisti al rialzo la seconda stima del Pil del terzo trimestre portandola al +4,1%. Un dato che fa parlare di maxi-crescita per gli States, locomotiva del mondo e che ha spinto il numero uno del Fmi Christine Lagarde ad assicurare che il suo istituto rivedrà al rialzo le stime sulla crescita economica degli Usa. Così, Londra guadagna lo 0,2%. A Milano l'indice Ftse Mib segna +0,27% a quota 18.616 punti. Francoforte avanza dello 0,4% e Parigi dello 0,3%. Madrid sale dello 0,1%.

Il successo di Yoox, uno dei portali più diffusi al mondo per la vendita via Internet dei prodotti dei maggiori brand della moda e del design, è dovuto sia alla crescita del titolo in Borsa sia ai risultati di bilancio. In soli quattro anni dal debutto, nel dicembre 2009, l'ormai ex matricola è riuscita a moltiplicare di oltre sette volte il proprio valore rispetto al prezzo che era stata fissato in fase di collocamento(da 4,3 a oltre 31 euro), facendo di conseguenza salire la capitalizzazione a 1,7 miliardi.



 


Nell'ultimo anno, inoltre, la società fondata da Federico Marchetti – che, oltre a essere azionista di maggioranza con il 6,45%, è anche presidente e amministratore delegato  ha realizzato una performance del +174,2%, contro il +11,7% di Diasorin e il +38,5% di Parmalat. E le previsioni per il futuro fanno bene sperare: il 15 novembre, infatti, l'agenzia di rating Goldman Sachs ha confermato il giudizio buy sul titolo, alzando il target price da 39 a 41,5 euro.

Dal punto di vista dei conti, invece, il sito di e-commerce – che ha centri logistici e sedi in Europa, Stati Uniti, Giappone e Hong Kong – ha prodotto, nei primi nove mesi del 2013, ricavi per 319 milioni (+35,4% rispetto allo stesso periodo del 2012) e un utile netto di 3,53 milioni (+3,61%), con un fatturato previsto, a fine anno, di oltre 450 milioni.

 

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E' la prima web company del Footsie-Mib. Un segno che l'economia digitale sta conquistando sempre più terreno. Non a caso a Wall Street dopo le quotazioni di Facebook e Twitter e la cinese Alibaba (e-commerce) che sembra orientata a sbarcare a Wall Street (più che a Shangai) si torna a parlare di web-economy e di bolla.

Con la revisione dell'indice –delle blue chips di Piazza Affari, Yoox, la vetrina online della moda online fondata dal bolognese Federico Marchetti (nella foto), fa il suo ingresso stamattina nel paniere principale del listino milanese. Escono invece Parmalat e Diasorin. Un debutto fortunato per la web company visto che le borse europee si giovano ancora dell'effetto Stati Uniti di venerdì, quando il governo federale Usa ha rivisti al rialzo la seconda stima del Pil del terzo trimestre portandola al +4,1%. Un dato che fa parlare di maxi-crescita per gli States, locomotiva del mondo e che ha spinto il numero uno del Fmi Christine Lagarde ad assicurare che il suo istituto rivedrà al rialzo le stime sulla crescita economica degli Usa. Così, Londra guadagna lo 0,2%. A Milano l'indice Ftse Mib segna +0,27% a quota 18.616 punti. Francoforte avanza dello 0,4% e Parigi dello 0,3%. Madrid sale dello 0,1%.

Il successo di Yoox, uno dei portali più diffusi al mondo per la vendita via Internet dei prodotti dei maggiori brand della moda e del design, è dovuto sia alla crescita del titolo in Borsa sia ai risultati di bilancio. In soli quattro anni dal debutto, nel dicembre 2009, l'ormai ex matricola è riuscita a moltiplicare di oltre sette volte il proprio valore rispetto al prezzo che era stata fissato in fase di collocamento(da 4,3 a oltre 31 euro), facendo di conseguenza salire la capitalizzazione a 1,7 miliardi.



 


Nell'ultimo anno, inoltre, la società fondata da Federico Marchetti – che, oltre a essere azionista di maggioranza con il 6,45%, è anche presidente e amministratore delegato  ha realizzato una performance del +174,2%, contro il +11,7% di Diasorin e il +38,5% di Parmalat. E le previsioni per il futuro fanno bene sperare: il 15 novembre, infatti, l'agenzia di rating Goldman Sachs ha confermato il giudizio buy sul titolo, alzando il target price da 39 a 41,5 euro.

Dal punto di vista dei conti, invece, il sito di e-commerce – che ha centri logistici e sedi in Europa, Stati Uniti, Giappone e Hong Kong – ha prodotto, nei primi nove mesi del 2013, ricavi per 319 milioni (+35,4% rispetto allo stesso periodo del 2012) e un utile netto di 3,53 milioni (+3,61%), con un fatturato previsto, a fine anno, di oltre 450 milioni.

 

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