Bper prevede di chiudere circa 230 filiali nell’arco del nuovo piano al 2021, di cui circa il 50% già nel corso di quest’anno. E’ quanto emerge dalle comunicazioni di presentazione del nuovo piano industriale. La semplificazione del gruppo passerà anche attraverso la riduzione delle società controllate: nella capogruppo verranno infatti incorporate Unipol Banca, la Cassa di Risparmio di Bra e la Cassa di Risparmio di Saluzzo, oltre a Bper Services.

Bper prevede d’altra parte la “creazione di una gamma completa di società prodotto, con il rafforzamento della società di credito al consumo” e la “possibile ulteriore integrazione di società minori”. Il personale sarà ridotto di 1.300 unità entro il 2021, attraverso l’uscita di circa 1.700 dipendenti (1.500 con l’istituzione di un Fondo di solidarietà – tutti prepensionamenti – e circa 230 con la riduzione del ricorso al lavoro interinale), parzialmente bilanciata dall’assunzione di 400 persone “al fine di acquisire nuove competenze e supportare il ricambio generazionale”. La banca prevede costi una tantum da 180-200 milioni che porteranno poi a benefici annui per oltre 80 milioni.

Per quanto riguarda i principali target al 2021, il gruppo guidato da Alessandro Vandelli prevede un “utile netto a 450 milioni, con Rote al 10%, un Cet1 fully phased ‘in area 12,5%’, rapporto cost/income inferiore al 59% e accelerazione del derisking, con un’incidenza dei crediti deteriorati lordi inferiore al 9%“.
L’obiettivo sul Cet1, precisa una nota, esclude i potenziali benefici derivanti dal passaggio di Unipol Banca ai modelli interni di valutazione del rischio e la potenziale conversione del bond additional tier 1 da 150 milioni da parte della Fondazione di Sardegna.
Nell’arco del piano il dividend payout sarà in media del 25%. Bper ha calcolato gli obiettivi basandosi su presupposti macro che prevedono una crescita reale del Pil italiano pari allo 0,5% quest’anno, allo 0,7% nel 2020 e allo 0,8% nel 2021. Dal punto di vista strategico, il piano di Bper si basa su tre pilastri: “Crescita e sviluppo del business con un focus particolare sui settori con un significativo contenuto commissionale, come bancassurance, wealth management e global advisory imprese, e con un’elevata marginalita, come il credito al consumo”, riduzione dei costi e la già citata accelerazione del derisking.
Gli obiettivi, ha spiegato Vandelli, saranno raggiunti anche in seguito alle recenti operazioni straordinarie, a partire dall’acquisizione di Unipol Banca, “grazie a importanti trasformazioni del nostro modello di business, incentrato sulla capacità di soddisfare bisogni sempre più evoluti e integrati della clientela e da una forte azione di incremento dell’efficienza operativa e di semplificazione”.
“Il nuovo piano, quindi – ha aggiunto il Ceo – muovendo le sue leve dagli ottimi risultati fino ad oggi ottenuti relativamente a redditività, solidità patrimoniale e qualità del credito, mira a consolidare uno sviluppo sostenibile a beneficio di tutti gli stakeholder permettendoci di guardare con fiducia alle prossime sfide da affrontare per l’ulteriore crescita del nostro gruppo”.
Dopo i dettagli usciti sul nuovo piano industriale di Carige, Vandelli infine ha fatto sapere che Bper “in questo momento noi non fa parte del processo” che porterà a presentare entro aprile le offerte vincolanti per una “business combination” con l’istituto ligure.
“Abbiamo avuto un’iper attività che nella fase di finalizzazione si è concentrata in questo mese di febbraio – ha aggiunto il Ceo – e non ho ancora fatto delle considerazioni puntuali su questo o quell’altro soggetto del mercato. In questo momento noi abbiamo driver molto chiari, che puntano a un’accelerazione del processo di derisking e non siamo disponibili a progetti che possano ostacolare la nostra strada”.
“Vorrei digerire un attimo tutto ciò che abbiamo messo in fila per poi fare una riflessione su che opportunità ci sono – ha aggiunto ancora – Voglio capire, vedere che cosa succede e poi farmi un’idea”. Nello specifico di Carige, Vandelli ha notato: ‘Vediamo con attenzione quello che accade e poi vedremo, parlare delle condizioni a cui farei qualcosa non mi sembra corretto’. In ogni caso, ha concluso, Bper è aperta a valutare solo “opportunità di crescita equilibrate e compatibili con la nostra posizione patrimoniale”.


