Economia
Brand o brand...elli / Maison Valentino, la storia di un'eleganza senza fine nata nell'atelier di via Dei Condotti
Con 1500 punti vendita del mondo e un fatturato di oltre un miliardo di euro, il brand è un punto di riferimento nel settore dell'alta moda

Valentino Garavani

Valentino sfilata

Valentino Garavani

Valentino sfilata

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Valentino Garavani

Valentino Garavani

Valentino sfilata

Valentino Garavani

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Brand o brand...elli / Maison Valentino, da Jacqueline Kennedy Onassis alla principessa Margaret: l'eleganza senza fine che ha vestito le icone del novecento
Una storia che parte da lontano e affonda le sue radici nella capitale d'Italia, quella della Maison Valentino, una delle espressioni più alte dell’alta moda italiana oggi di proprietà del gruppo Mayhoola for Investments del Qatar.
E' il 1960 quando, a Via dei Condotti, Valentino Garavani apre il suo primo atelier insieme ad alcuni soci. Dopo la loro uscita dalla società, l’ingresso di Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura, si rivela determinante. La partnership tra i due si fonda su una chiara divisione dei ruoli: Garavani si dedica interamente alla creazione, mentre Giammetti assume la responsabilità della gestione finanziaria e strategica. È l’inizio di un sodalizio destinato a segnare la storia della moda.
Il debutto internazionale avviene nel 1962 a Firenze, nella cornice di Palazzo Pitti. La sfilata ottiene un successo immediato, conquistando pubblico e critica e attirando l’attenzione dei principali media internazionali. Vogue dedica per la prima volta la copertina a uno stilista italiano, mentre la collezione viene venduta interamente nel giro di un’ora dall’inizio della sfilata.
L’ascesa internazionale e le icone di stile
Nel 1964 Valentino porta la sua haute couture a New York, segnando un ulteriore passo nella costruzione di un’immagine forte a livello internazionale. In questi anni la clientela della maison si arricchisce di figure iconiche: Farah Diba, Jacqueline Kennedy Onassis - che sceglie Valentino per il suo matrimonio con Aristotele Onassis - Elizabeth Taylor, Marella Agnelli e la principessa Margaret diventano ambasciatrici naturali dello stile Valentino.
Il 1967 è l’anno del Neiman Marcus Fashion Award, assegnato a Dallas, che consolida definitivamente la fama internazionale del marchio. L’anno successivo la rivista statunitense Women’s Wear Daily incorona Garavani come “re della moda italiana” e Valentino sorprende il mondo della moda con la celebre “Collezione bianca”, composta esclusivamente da abiti bianchi, beige e avorio, in netta controtendenza rispetto ai colori accesi allora dominanti. È in questo periodo che viene presentato anche il logo ufficiale con le iniziali del fondatore, mentre tra il 1969 e il 1970 aprono le prime boutique a Milano, Roma e New York.
Gli anni Settanta e Ottanta
Negli anni Settanta la maison avvia un importante processo di espansione. Tra il 1972 e il 1978, grazie alla collaborazione con Italo Cremona, vengono lanciate le prime linee di occhiali da sole. Nel 1978, con il supporto del Gruppo Finanziario Tessile, Valentino entra nel mondo del prêt-à-porter e presenta il primo profumo del marchio. L’anno successivo debutta a New York la linea di jeans inizialmente chiamata Viva Jeanswear.
Parallelamente, Valentino porta la linea Boutique a Parigi nel 1975, mantenendo però l’alta moda a Roma, che verrà trasferita nella capitale francese solo nel 1989. Il riconoscimento definitivo a livello museale arriva nel 1982, quando il Metropolitan Museum of Art di New York ospita, per la prima volta nella sua storia, una sfilata di moda dedicata a uno stilista: Valentino. Nel 1985 nasce la prima collezione maschile, presentata durante la settimana della moda di Milano, seguita nel 1986 dalla linea giovane Oliver by Valentino, intitolata a uno dei cani carlini dello stilista.
I cambiamenti societari e le nuove linee
Dalla fine degli anni Novanta la maison attraversa una fase di profondi cambiamenti societari. Nel 1998 Garavani e Giammetti vendono Valentino S.p.A. al gruppo Hdp, controllato anche da Gianni Agnelli. Nel 2002 la proprietà passa al Gruppo Marzotto, che nel 2005 separa le attività tessili da quelle dell’abbigliamento, dando vita alla Valentino Fashion Group. Nel 2007 la maggioranza viene acquisita dal fondo di private equity Permira.
Nel frattempo, nel 2003 nasce REDValentino, linea pensata per una clientela più giovane. Nello stesso anno alcuni abiti della maison vengono esposti a Londra nella mostra My Favorite Dress, a conferma del valore culturale e artistico delle creazioni di Valentino.
L’addio di Garavani e l’evoluzione creativa
Nel 2007 Valentino Garavani annuncia il suo ritiro dal ruolo di direttore creativo. Dopo una breve parentesi con Alessandra Facchinetti, la direzione passa a Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. L’ultima sfilata di Garavani si svolge nel gennaio 2008 al Museo Rodin di Parigi: tutte le modelle sfilano indossando abiti rossi, colore simbolo della maison. Nello stesso anno esce il documentario Valentino: The Last Emperor, che racconta l’ultima fase della carriera dello stilista.
Nel 2012 la casa di moda viene acquistata dalla società Mayhoola for Investments. Dal 2016 Pierpaolo Piccioli diventa direttore creativo unico, imprimendo al brand una svolta più inclusiva e contemporanea. Le sue collezioni celebrano la diversità in termini di etnia, genere, età e silhouette, coinvolgendo testimonial come Zendaya, Florence Pugh, Naomi Campbell e Adut Akech. Emblematica la sfilata haute couture primavera/estate 2019, con 43 modelle nere su 65, e le collezioni del 2022, caratterizzate da una rappresentazione ampia e trasversale dell’identità.
La nuova era: Alessandro Michele
Nel maggio 2020 Jacopo Venturini viene nominato amministratore delegato, mentre nel 2023 il gruppo Kering acquisisce il 30% del capitale di Valentino S.p.A. per 1,7 miliardi di euro. Nel marzo 2024 Pierpaolo Piccioli lascia la direzione creativa e il testimone passa ad Alessandro Michele. La sua prima sfilata per la maison si tiene a settembre 2024 durante la Fashion Week di Parigi, con la collezione Pavillon des Folies primavera/estate 2025, segnando l’inizio di un nuovo capitolo estetico per Valentino. Ad agosto 2025 Riccardo Bellini viene nominato nuovo CEO, succedendo a Venturini.
I marchi della galassia Valentino
Il marchio Valentino rappresenta il cuore dell’azienda e comprende le collezioni di alta moda femminile e maschile, il prêt-à-porter di fascia altissima e capi unici realizzati su misura nell’atelier romano. Fanno parte dell’universo Valentino anche gli abiti da sposa, gli accessori, l’orologeria e numerose fragranze, tra cui Valentino Classique, Very Valentino, Rock’n’Rose, Valentina e V pour Homme.
Accanto al core brand si collocano Valentino Roma, dedicato al prêt-à-porter femminile con una maggiore diffusione e prezzi più accessibili; Valentino Garavani, specializzato in accessori come borse, calzature e pelletteria; e REDValentino, pensato per una clientela giovane.
Oggi Valentino è distribuito in oltre 100 Paesi attraverso circa 1.500 punti vendita, di cui 175 boutique monomarca. Nel corso dei decenni il brand è stato scelto da personalità del mondo della politica, dello spettacolo e della cultura. Dalla sceicca Moza bint Nasser a Jacqueline Kennedy Onassis, da Meryl Streep a Julia Roberts, fino a figure centrali dello spettacolo italiano come Ilary Blasi, Michelle Hunziker e Simona Ventura, il nome Valentino è diventato sinonimo di eleganza senza tempo. Emblematica anche l’iniziativa benefica della Barbie in edizione limitata vestita Valentino, ispirata all’abito indossato da Julia Roberts agli Oscar del 2001.
Un’eredità che guarda al futuro
Dal 2025 la guida manageriale è nelle mani di Riccardo Bellini. Nel 2022 l’azienda ha raggiunto un fatturato di 1,419 miliardi di euro, confermando la solidità e il prestigio del brand. Con una storia che attraversa oltre sessant’anni, la maison resta uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy nel mondo.
