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Brand o brand…elli, Palantir: la società che ha trasformato i dati nel nuovo potere globale nell’America di Trump

Palantir è diventata nel tempo uno dei simboli della nuova alleanza tra tecnologia, sicurezza nazionale e intelligenza artificiale

Brand o brand…elli, Palantir: la società che ha trasformato i dati nel nuovo potere globale nell’America di Trump

Brand o brand…elli / Dai rapporti con l’intelligence ai rapporti col governo americano: la controversa storia del colosso tecnologico Palantir

Primo trimestre straordinario per Palantir. I ricavi della società sono aumentati dell’85% in un anno, il tasso di crescita più rapido mai registrato da quando è quotato in borsa. Purtroppo, il dato non si è tramutato in un successo a Wall Street. Con le azioni scambiate a circa 140 dollari, l’azienda è stata giudicata sopravvalutata dagli investitori. Nata con l’obiettivo di utilizzare i dati per comprendere il mondo, anticipare le minacce e supportare governi, eserciti e grandi organizzazioni nelle decisioni strategiche, Palantir ha una storia controversa, tra le più affascinanti della Silicon Valley. È la storia di un’azienda nata all’ombra dell’11 settembre, cresciuta grazie ai rapporti con l’intelligence americana e diventata nel tempo uno dei simboli della nuova alleanza tra tecnologia, sicurezza nazionale e intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, è anche la storia di un’impresa criticata per il suo ruolo nei sistemi di sorveglianza, nelle operazioni di polizia e nelle politiche migratorie degli Stati Uniti.

Fondata nel 2003 da Peter Thiel, Alex Karp, Stephen Cohen, Joe Lonsdale e Nathan Gettings, la società deve il proprio nome alle “palantír” create da J. R. R. Tolkien nel mondo del Signore degli Anelli: pietre veggenti capaci di osservare eventi lontani nello spazio e nel tempo. Una scelta simbolica che riflette perfettamente l’ambizione originaria dell’azienda: rendere visibili connessioni nascoste all’interno di enormi quantità di dati.

Le origini di Palantir sono strettamente legate all’esperienza di Peter Thiel in PayPal. Nei primi anni Duemila PayPal si trovò ad affrontare un problema enorme: identificare frodi finanziarie sempre più sofisticate. Per contrastarle, l’azienda sviluppò sistemi in grado di individuare schemi ricorrenti e collegamenti invisibili tra utenti, transazioni e attività sospette. Thiel intuì che quella stessa logica poteva essere applicata a problemi molto più grandi, soprattutto dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, quando gli Stati Uniti iniziarono a investire enormemente in strumenti di intelligence e controterrorismo. Secondo diverse ricostruzioni, l’idea iniziale di Palantir nacque proprio dalla convinzione che le agenzie governative americane disponessero di una quantità immensa di informazioni ma non fossero in grado di collegarle efficacemente. I dati erano distribuiti in database separati, spesso incompatibili tra loro, e gli analisti erano costretti a lavorare in compartimenti isolati. Palantir voleva risolvere questo problema creando una piattaforma capace di integrare dati provenienti da fonti differenti e trasformarli in una mappa leggibile di relazioni, reti e comportamenti.

Alex Karp

Uno degli elementi più particolari della storia dell’azienda è la figura di Alex Karp. Diversamente da molti CEO della Silicon Valley, Karp non proveniva dal mondo dell’ingegneria o dell’informatica. Aveva studiato filosofia e diritto, completando anche un dottorato in Germania. Più volte ha dichiarato che la cultura dell’azienda fu influenzata dalla filosofia hegeliana e dall’idea di tenere insieme due opposti: sicurezza e libertà civili. Karp ha sempre sostenuto che Palantir non dovesse sostituire il giudizio umano, ma amplificare le capacità degli analisti attraverso quella che definiva “augmented intelligence”, ovvero un’intelligenza aumentata dalla tecnologia.

Nei primi anni, tuttavia, la società faticò enormemente a trovare investitori. La Silicon Valley dei primi anni Duemila guardava con sospetto le collaborazioni con il governo americano. Molti fondi di venture capital preferivano investire in piattaforme consumer, social network o motori di ricerca piuttosto che in software destinati all’intelligence o alla difesa. Secondo diversi racconti interni, alcuni investitori ignoravano apertamente i fondatori durante le presentazioni, mentre altri consideravano impossibile costruire un business redditizio vendendo software complessi alle istituzioni pubbliche.

Per lungo tempo Palantir sopravvisse grazie ai finanziamenti personali di Peter Thiel. La svolta arrivò quando l’azienda attirò l’interesse di In-Q-Tel, il fondo creato dalla comunità di intelligence statunitense per sostenere tecnologie strategiche. L’investimento economico fu relativamente limitato, ma il vero valore stava nei contatti e nella credibilità che In-Q-Tel garantì all’azienda. Da quel momento Palantir iniziò a collaborare con agenzie come la Central Intelligence Agency, l’Federal Bureau of Investigation e la National Security Agency.

La svolta con Gotham

Il prodotto che rese famosa l’azienda fu Gotham, una piattaforma progettata per consentire agli analisti di integrare e visualizzare dati provenienti da fonti estremamente diverse: telefonate, email, documenti, immagini satellitari, registri finanziari, social network e rapporti investigativi. Gotham permetteva di costruire reti di relazioni tra persone, luoghi ed eventi, evidenziando connessioni che altrimenti sarebbero rimaste invisibili. Nel corso delle guerre in Iraq e Afghanistan il software di Palantir venne utilizzato anche in ambito militare. Secondo molti sostenitori dell’azienda, le sue piattaforme contribuirono a individuare reti terroristiche, identificare schemi negli attacchi con ordigni improvvisati e migliorare l’efficacia delle operazioni sul campo. La reputazione di Palantir crebbe rapidamente all’interno dell’apparato di sicurezza americano, tanto che l’azienda divenne una presenza stabile nel mondo dell’intelligence statunitense.

Con la crescita arrivarono anche le polemiche. Palantir venne progressivamente associata ai temi della sorveglianza di massa e della cosiddetta “predictive policing”, ovvero l’uso di sistemi analitici per prevedere comportamenti criminali. Diverse organizzazioni per i diritti civili, tra cui l’American Civil Liberties Union, accusarono l’azienda di favorire pratiche invasive e discriminatorie. Alcuni dipartimenti di polizia utilizzarono Gotham per analizzare grandi quantità di dati criminali e identificare soggetti o aree considerate ad alto rischio.

Alex Karp ha sempre respinto l’idea che Palantir sviluppi sistemi autonomi di polizia predittiva. Secondo il CEO, il software non prende decisioni al posto degli esseri umani, ma fornisce strumenti di analisi che richiedono comunque l’intervento e la valutazione di operatori umani. L’azienda ha inoltre sostenuto di non raccogliere né vendere dati direttamente, limitandosi a offrire infrastrutture software che consentono ai clienti di analizzare informazioni già in loro possesso.

Le critiche si intensificarono ulteriormente durante la presidenza di Donald Trump, quando emerse il coinvolgimento di Palantir in programmi legati all’immigrazione e alle deportazioni. Attivisti e associazioni denunciarono il ruolo dell’azienda nel supportare le operazioni delle autorità migratorie statunitensi, accusandola di facilitare l’identificazione e il tracciamento di immigrati irregolari. Anche in questo caso Palantir difese il proprio operato sostenendo che la responsabilità delle decisioni finali spettasse esclusivamente agli enti governativi che utilizzavano il software.

L’espansione nel privato

Nel frattempo la società iniziò a espandersi anche nel settore privato attraverso la piattaforma Foundry. Se Gotham era pensato per intelligence e difesa, Foundry mirava a diventare il sistema operativo dei dati per le grandi aziende. La piattaforma consentiva di integrare informazioni provenienti da sistemi differenti e trasformarle in strumenti utili per la logistica, la produzione industriale, la gestione sanitaria e la supply chain. Tra i clienti comparvero gruppi internazionali come Airbus, Morgan Stanley e Stellantis.

La pandemia di COVID-19 rappresentò un ulteriore momento di espansione per l’azienda. Palantir collaborò con il National Health Service nel Regno Unito per la gestione dei dati sanitari e sviluppò negli Stati Uniti il sistema Tiberius, utilizzato per la distribuzione dei vaccini. Durante l’emergenza sanitaria l’azienda dimostrò di poter operare non soltanto nel campo dell’intelligence, ma anche nella gestione di infrastrutture civili complesse. Nel settembre 2020 Palantir si quotò in borsa al NYSE con il ticker PLTR. L’IPO segnò il passaggio definitivo da società quasi segreta della comunità di intelligence a gigante pubblico della tecnologia americana. Per anni l’azienda non aveva registrato utili significativi, ma gli investitori vedevano in Palantir uno dei protagonisti della nuova economia basata sui dati e sull’intelligenza artificiale.

Negli anni successivi l’azienda ha continuato a espandersi sviluppando nuovi prodotti come Apollo, dedicato alla distribuzione software in ambienti complessi, e AIP, la piattaforma che integra modelli di intelligenza artificiale generativa all’interno di sistemi governativi, militari e industriali. Con l’esplosione globale dell’AI, Palantir è riuscita a posizionarsi come uno degli attori più importanti nella costruzione delle future infrastrutture tecnologiche occidentali. Nel 2023 l’azienda ha registrato il suo primo trimestre GAAP in utile dopo circa vent’anni dalla fondazione. Nel 2024 è entrata nell’S&P 500 e nel 2025 la sua capitalizzazione ha superato i 400 miliardi di dollari, nonostante il numero relativamente ridotto di dipendenti rispetto ad altri colossi tecnologici.

La storia di Palantir sembra raccontare la trasformazione del rapporto tra tecnologia e potere nel XXI secolo. Se negli anni Novanta la Silicon Valley sognava una rete libera e globale, dopo l’11 settembre e con l’ascesa dell’intelligenza artificiale, infatti, una parte del settore tecnologico ha iniziato a collaborare sempre più strettamente con governi, eserciti e apparati di sicurezza. Palantir rappresenta probabilmente il simbolo più evidente di questo cambiamento. Per i sostenitori è un’azienda fondamentale per affrontare terrorismo, cyberwarfare e competizione geopolitica con potenze come la Cina. Per i critici è invece il volto più avanzato della sorveglianza algoritmica e della militarizzazione della tecnologia. In ogni caso, il suo impatto sul rapporto tra dati, sicurezza e potere globale è ormai impossibile da ignorare.

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