I timori dei mercati sullo stato di salute dell’economia americana si avverano. Il maxi-dollaro cresciuto anche sulla base delle aspettative del rialzo del costo del denaro nell’era della divergenza fra politiche monetarie sulle due sponde dell’Atlantico porta in dote un rallentamento dell’economia americana nel quarto trimestre del 2015. Il Pil, infatti, è cresciuto dello 0,7% dopo il +2% del terzo trimestre e il +3,9% del secondo trimestre. Il dato è inferiore alle attese degli analisti, che scommettevano su una crescita dello 0,8%. Il 2015 si chiude così con una crescita del 2,4%, un dato in linea con una crescita media del 2,1% annuale dal 2010, il primo anno intero fuori dalla recessione.
Andando a vedere l’apporto delle diverse componenti, emerge che nel quarto trimestre i consumi sono saliti del 2,2%, in frenata rispetto al +3% del terzo trimestre. Il 2015 si chiude con consumi in crescita del 3,.1%, l’aumento maggiore in un decennio. Gli investimenti fissi non residenziali sono calati negli ultimi tre mesi dell’anno dell’1,8%. Le spese dell’industria energetica sono calate del 35% nel 2015 con il calo dei prezzi del petrolio che si e’ fatto sentire sul settore minerario e dell’estrazione. Le spese per gli investimenti residenziali nel quarto trimestre sono salite dell’8,1%.
Wall Street ha reagito molto bene alla notizia, perché si allontana sempre più il prossimo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Il denaro, così, rimarrà a “buon mercato” (ora fra lo 0,25% e lo 0,50%) ancora per un po’. In base all’analisi dei future sui Fed Fund, la probabilita’ di un’altra azione del Fomc nel meeting di marzo e’ infatti pari solo all’8%, rispetto al 22% di ieri. Solo a dicembre del 2016 la percentuale sale in maniera significativa, al 46%.
La Borsa americana si è giovata anche del sentiment positivo innescato dalla mossa espansiva a sorpresa della BoJ che ha tagliato il tasso sui depositi, portandolo in negativo. La decisione ha spinto al rialzo i listini asiatici, con il Nikkei che ha chiuso con un incremento del 2,8% e lo Shanghai Composite del 3,1%, grazie anche all’ulteriore iniezione di liquidita’ da 100 mld yuan da parte della PBoC. “Ci possiamo ragionevolmente aspettare che il sentiment positivo generato da queste mosse possa espandersi a macchia d’olio sui mercati di tutto il mondo”, ha sottolineato Bill McNamara, analista di Charles Stanley.
Nel frattempo sul fronte societario Amazon è crollata del 10,07% nel premercato dopo la pubblicazione dei conti trimestrali al di sotto delle attese del consenso, mentre Microsoft è in luce con un rialzo del 4,7%.
