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Buoni pasto, premi e straordinari: le novità fiscali che cambiano il netto in busta paga

Buoni pasto elettronici, premi e straordinari: tutte le novità fiscali 2026 che pesano sullo stipendio netto dei lavoratori

Buoni pasto, premi e straordinari: le novità fiscali che cambiano il netto in busta paga
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Dal 2026 i buoni pasto elettronici sono esenti fino a 10 euro al giorno. Nel cedolino contano anche premi di risultato e maggiorazioni per turni, notturni e festivi.

Buoni pasto elettronici fino a 10 euro

Dal 1° gennaio 2026 il valore esente dei buoni pasto elettronici sale da 8 a 10 euro al giorno. Entro questa soglia il ticket non concorre al reddito da lavoro dipendente e non viene colpito da contributi. Per i buoni cartacei resta il limite di 4 euro.

La differenza si vede soprattutto per chi riceve buoni ogni giorno lavorato. Con 21 giornate in un mese, un ticket elettronico da 10 euro può arrivare a 210 euro mensili senza tassazione. Prima, con il limite a 8 euro, il valore esente si fermava a 168 euro. La distanza è di 42 euro al mese.

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Il beneficio non scatta per tutti in automatico. L’azienda deve riconoscere i buoni pasto e può scegliere se adeguare il valore al nuovo limite. Se il ticket supera i 10 euro, solo la parte eccedente entra nel reddito imponibile. Un buono elettronico da 11 euro lascia 10 euro esenti e porta 1 euro nella base tassabile.

Premi di risultato e aumenti

I premi di risultato restano una delle voci più rilevanti per il netto in busta paga. Quando sono collegati a produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione, possono essere tassati con un’imposta sostitutiva agevolata entro i limiti previsti.

Non basta inserire un premio nel cedolino. Servono accordi aziendali o territoriali e parametri verificabili. Se mancano questi requisiti, la somma segue la tassazione ordinaria Irpef e produce un netto più basso rispetto a un premio agevolato.

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Gli aumenti contrattuali seguono regole diverse. Una parte può finire nella normale retribuzione imponibile, un’altra può intrecciarsi con misure fiscali temporanee o agevolazioni collegate al reddito. Il risultato cambia da lavoratore a lavoratore. A parità di lordo, due cedolini possono mostrare netti diversi per effetto di aliquote, detrazioni e contributi.

Straordinari, notturni e festivi

Le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e su turni possono beneficiare di una tassazione ridotta quando ricorrono le condizioni fissate dalla legge. La misura riguarda soprattutto chi lavora in orari disagiati o in giornate festive, con effetti visibili nei settori dove turni e maggiorazioni sono frequenti.

Nel cedolino queste voci vanno lette separatamente dallo stipendio base. Lo straordinario ordinario, la maggiorazione festiva, l’indennità di turno e il lavoro notturno possono avere trattamenti diversi. Una somma tassata in modo agevolato lascia più netto rispetto alla stessa cifra assoggettata all’Irpef ordinaria.

Per i lavoratori il controllo passa dal dettaglio delle voci. Buoni pasto, premi e maggiorazioni non aumentano il netto nello stesso modo. Il valore effettivo dipende dalla soglia esente, dalla tassazione applicata e dagli accordi previsti dal contratto o dall’azienda.

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