Sono sempre loro: trench e sciarpe salvano il secondo semestre dell’anno fiscale di Burberry. Il colosso inglese del lusso ha infatti archiviato i sei mesi (al 31 marzo 2015) con ricavi in crescita del 9% a 1,42 miliardi di sterline (circa 2 miliardi di euro). A +13% i ricavi retail che hanno toccato quota 1,05 miliardi (1,45 miliardi di euro).
La maison mantiene però un outlook cauto per il nuovo anno finanziario 2015/16, dopo aver registrato vendite deboli in Asia, tradizionale mercato di crescita del marchio. Burberry si aspetta “una crescita bassa a una cifra” delle vendite al dettaglio nel 2015/16, mentre le vendite nei grandi magazzini dovrebbero rimanere sostanzialmente invariate nel primo semestre a cambi costanti.
“Continueremo quest’anno ad affrontare le sfide legate all’ambiente esterno, ma siamo fiduciosi nella nostra strategia a lungo termine e la nostra capacita’ di promuovere il marchio Burberry a livello internazionale”, ha assicurato l’a.d. e direttore creativo Christopher Bailey.
A livello geografico le vendite nelle Americhe sono salite del 15%, mentre l’area EMEIA (Europa, Middle East, India e Africa) e l’Asia-Pacifico hanno registrato, rispettivamente, un +12 e +4%. Scendono dell’1% le vendite wholesale, che ammontano a 331 milioni di sterline (460 milioni di euro).
“Nonostante il contesto incerto – ha aggiunto Bailey – i consumatori hanno risposto all’innovazione di prodotto, soprattutto per quanto riguarda i capi dell’heritage del marchio come i trench coat e le sciarpe”.
